Sofia correva lungo Via Rizzoli, il cuore che batteva all’impazzata e la borsa che le oscillava a lato. Le mancavano solo dieci minuti per l’intervista di lavoro che avrebbe potuto cambiare la sua vita: un posto in un’azienda di design aziendale in centro a Bologna, dove aveva sognato sempre di lavorare. Ma il pullman che l’avrebbe portata al nuovo quartiere business era già partito, e la pioggia torrenziale che da pochi minuti iniziava a cadere rendeva impossibile prendere un autobus. Si era fermata sotto un porticato, sudata nonostante il freddo, guardando le persone che scappavano al coperto mentre lei, invece, si sentiva sempre più in colpa per la sua mancanza di organizzazione. Un taxi? Ne aveva provato a fermare uno, ma non si fermava. Un altro passò di lì, con il cartello “occupato”. E il suo cellulare, ormai con la batteria al minimo, non era riuscito a caricarsi abbastanza durante la giornata.
Senza speranza, Sofia provò a chiamare il numero che aveva notato su un cartello appena sistemato in piazza: *Radio Taxi 24*, con la scritta “Sempre disponibile, giorno e notte”. Il centralino rispose al primo suono, con voce calma e professionale. “Buonasera, Radio Taxi 24. Dica pure.” Lei, con voce tremante, spiegò la situazione. “Sono in ritardo per un’intervista importante, sono in Via Rizzoli. Può mandarmi un taxi subito?” L’operatore le confermò l’arrivo in cinque minuti e le diede indicazioni precise. “Non si preoccupi, arriva subito un nostro autista.”
Pochi minuti dopo, una utilità bianca si fermò davanti a lei con un fischio del conducente. “Sofia?” le chiese lui, con un sorriso rassicurante. “Sì, sono io. Grazie mille!” Salì in macchina, bagnata e spaventata, ma riluttante a sperare. L’autista, Marco, le chiese gentilmente se volesse un nodo di tensione prima di partire. Lei annuì, e lui partì all’accelerazione, narrandole con voce calma di conoscere bene Bologna e i suoi soliti traffici. Prese una serie di vicoli e strade secondarie che pareva svoltasse del tutto da solo. “So che è importante. Ve la faccio arrivare in tempo.”
Sofia arrivò al quartiere business esattamente al minuto. Salì in fretta le scale, in preda a un nervosismo misto a gratitudine. L’intervista andò bene, molto bene. Due giorni dopo, le telefonarono per dirle che aveva ottenuto il posto. Quella sera, tornando a casa in metro, pensò a Marco e al servizio che aveva funzionato come un’oasi in un momento di disperazione. Il suo primo pensiero fu di condividere l’esperienza online, scrivendo una recensione calorosa per *Radio Taxi 24*. “Non è solo un servizio,” aveva scritto, “è una garanzia che in città, anche quando tutto sembra andare storto, c’è qualcuno che ti prende per mano.”

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