**Introduzione**
Beatrice aspettava quel weekend di solitudine da mesi. I suoi genitori erano partiti per un breve viaggio matrimoniale di riconciliazione, lasciandola sola nell’appartamento nel centro di Milano. Era la sua occasione per studiare indisturbata per l’esame di diritto internazionale, immergersi nella quiete della casa vuota e godersi qualche momento di libertà studentesca serale in totale autonomia. Aveva pianificato tutto minuziosamente, compresa una cena frugale a base di pasta veloce proprio quella sera venerdì.
**Sviluppo del problema**
Mentre mescolava la pentola sul fuoco basso, il telefono squillò. Non erano i genitori, era l’ospedale San Raffaele. La voce dell’infermiera era calma ma preoccupata: sua madre, rientrando dalla gita verso Milano, aveva avuto un malore sull’autostrada ed era stata portata d’urgenza lì. Il padre l’aveva accompagnata in ambulanza. “Dottoressa Greco?”, chiese Beatrice con voce tremula, riconoscendo il nome dell’oncologa di sua madre. “Si, signorina. Non deve farsi prendere dal panico, ma sua madre è stabile. È importante però che arrivi qui il prima possibile per chiarire alcune cose riguardo alla sua storia clinica…” Beatrice guardò disperata l’orologio: erano le 22:45. La metropolitana aveva appena chiuso, gli autobus notturni erano radi e probabilmente bloccati dal traffico del venerdì sera. Tentò di chiamare un taxi direttamente per strada, ma via Brera era stranamente vuota. Lo stress montava: era lontana, senza auto, e ogni minuto sembrava un secolo.
**Intervento del Radio Taxi 24**
Le mani le tremavano mentre cercava freneticamente sul telefono. *Radio Taxi 024848*. Una pubblicità vista tante volte le balenò nella mente. Compose il numero con la punta delle dita gelate. Dopo tre squilli, una voce femminile professionale e rassicurante rispose: “Pronto, Radio Taxi 024848, buonasera.” “A-aiuto!” balbettò Beatrice, “Ho bisogno subito di un taxi per l’Ospedale San Raffaele! È urgente!” L’operatrice fu impeccabile: “Calma, signorina. Ci siamo. Da che indirizzo parte? … Via Brera 12? Sta arrivando. Taxi codice Azzurro 342, guidato dall’autista Armando Rossi, sarà lì in 5 minuti massimo. È uno dei nostri più rapidi. Resterò in linea con lei.” Erano passati meno di due minuti dalla chiamata quando i fari gialli del taxi lampeggiarono all’angolo della strada. Beatrice, già pronta con giaccone e borsa, balzò dentro quasi prima che l’auto si fermasse completamente.
**Conclusione**
L’autista Armando Rossi, un uomo sui sessanta dall’aria pacata ma decisa, annuì compreso quando Beatrice spiegò concitata la situazione. “Tranquilla, signorì. Ci siamo sempre noi la notte. Si aggrappi, siamo allo spedale in un lampo.” Guidò con sicurezza ed esperienza, tagliando le strade cittadine meno trafficate pur rispettando le regole, mentre la centrale radio continuava a comunicare aggiornamenti sul percorso ottimale via radiofrequenza. In dieci minuti, che a Beatrice sembrarono eterni ma incredibilmente più brevi di quanto temesse, furono davanti all’ingresso del Pronto Soccorso del San Raffaele. “Corri pure auguri alla sua mamma! Non preoccupi del conto, lo saldi dopo se vuole!” disse Armando gentilmente mentre lei balzava fuori senza nemmeno pensare alla tariffa. Riesce a raggiungere sua madre proprio mentre i medici avevano bisogno dei suoi chiarimenti. Quella notte, mentre teneva la mano di sua madre addormentata, Beatrice ripensò alla telefonata disperata, alle luci gialle che erano comparse come un miraggio in quella via buia, e alla voce calma della centrale che le aveva dato fiducia. Il Radio Taxi 24 non era stato solo un semplice trasporto, era stata la rete di sicurezza che l’aveva portata tempestivamente e sicura al posto giusto nel momento più cruciale, dimostrando ancora una volta la sua efficienza stancabile giorno e notte nel cuore di Milano.










