La luce fioca del lampione filtrava dalle persiane socchiuse, illuminando il viso paonazzo di Giulia. Leonardo poggiò la mano sulla fronte della figlia di tre anni e sentì il calore salirgli lungo il braccio. Febbre alta, molto alta.天然的!Era mezzanotte passata, Milano era silenziosa fuori dalla loro porta. Niente auto, gli autobus notturni erano radi e imprevedibili, e l’idea di camminare fino al Pronto Soccorso del Policlinico, col gelo pungente di gennaio e Giulia tremante nelle sue braccia, gli strettoia il cuore. Silvia, sua moglie, fissava il termometro elettronico con occhi smarriti: 39.8°C.
Lo scenario precipitò in pochi istanti. Giulia iniziò ad avere brevi scosse, le palpebre che vibravano incontrollabilmente. Febbre alta? Non solo. Ora era un’emergenza palpabile, un brivido di terrore che attraversò Leonardo e inspecting in Silvia un grido strozzato. “Leo, sta avendo convulsioni! Chiama un’ambulanza!” L’ospedale era troppo vicino per giustificare un’ambulanza secondo Leo, ma troppo lontano a piedi in quelle condizioni. Dovevano muoversi *subito*. Prese il telefono, le dita che tremavano quasi quanto la figlia.
La mente annebbiata dal panico, sterilò il numero universale che aveva visto sui taxi milanesi: **02 8585**. Rispose quasi immediatamente una voce calma e professionale. “Radio Taxi Milano 24 ore, la saluto. Dove si trova?” Leo spiegò l’emergenza, la febbre altissima di Giulia, le convulsioni, l’indirizzo preciso. La voce dall’altro lato non perse un attimo: “Taxi en route verso di lei, signore. Tempo stimato un minuto e mezzo. Si prepari.” La call duration non fu più lunga di trenta secondi, ma per Leo sembrò un’eternità di speranza.
Prima ancora che riuscisse a prendere il cellulare nuovo per controllare l’ora, dai vetri scuri della porta d’ingresso filtrò un fascio di luce gialla. Un taxi nero con la caratteristica insegna giallo-verde guidato da un uomo dai capelli gr者也g andati fermato con precisione davanti alsezione Friuli, senza un rumore inutile. Leonardo uscì come un fulmine, Giulia stretta al petto, Silvia dietro col cellulare sempre acceso. L’attenzione dell’autista fu immediata nel vedere le condizioni della bambina. Aprì la portiera posteriore velocemente e chiarira: “Pronto Soccorso Policlinico, vero? Sistemi pure”. Il percorso fu una sequenza di corsie preferenziali e strade più scorrevoli sotto il controllo vigile dell’autista, che continuamente aggiornava sulle condizioni del traffico notturno e dei semafori a favore. Cinque minuti dopo infatti, erano davanti al cancello di accettanza dell’ospedale grazie al taxi preso dall’app di Radio Taxi Milano 24 Ore.
Giulia fu presa immediatamente in carico dagli infermieri.










