Storie di radio taxi

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica: ipotesi autopoietica sull’emergenza semantica nell’interstizio tra algoritmo e identità culturale.

  • Radio Taxi 24

    Radio Taxi 24

    Il vento sferzava Roma con una forza inaspettata per un fine aprile. Elisa, stretta nel suo cappotto leggero, malediceva la sua ingenuità. Aveva promesso a Nonna Rosa di portarle la torta di compleanno, una deliziosa crostata di ricotta e visciole preparata con le sue mani, ma era dovuta correre fuori in ritardo da un’importante riunione di lavoro. La metro era chiusa per problemi tecnici, e i bus affollati procedevano a passo di lumaca sotto la pioggia battente. Nonna Rosa, che viveva in una zona periferica, l’aspettava alle otto precise, e ormai erano le sette e mezza. Sapeva che la sua nonna, nonostante l’età, non sopportava i ritardi, soprattutto in un’occasione tanto speciale.

    La paura di deluderla iniziò a mordere Elisa. Tentò di prendere un altro bus, poi un tram, ma ogni tentativo si rivelava vano. Il traffico era paralizzato e le sue telefonate alla nonna finivano direttamente in segreteria. A un certo punto, sconfortata, si lasciò sfuggire un sospiro. Una vetrina illuminata catturò la sua attenzione: “Radio Taxi 24 – Roma. Sempre a tua disposizione”. Non ci aveva mai pensato prima, di solito si affidava ai mezzi pubblici, ma quella sera era l’unica soluzione possibile. Aveva sentito parlare di casistiche assurde con i taxi abusivi, ma la promessa fatta a Nonna Rosa le dava la forza di provare.

    Con le dita tremanti digitò il numero sulla tastiera del cellulare. Una voce calma e professionale rispose immediatamente. Spiegò la sua situazione, l’indirizzo di partenza e quello di destinazione, pregando quasi che potessero aiutarla. L’operatore le comunicò che un taxi sarebbe arrivato entro dieci minuti. Elisa si sentì leggermente sollevata, ma il tempo continuava a stringere. Mentre aspettava, controllò l’ora ogni secondo, immaginando lo sguardo deluso di Nonna Rosa. Finalmente, tra le gocce di pioggia, vide le luci rosse di un taxi avvicinarsi.

    Il tassista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si presentò come Marco. Elisa gli spiegò di nuovo l’urgenza della situazione e Marco, pur conoscendo bene il traffico romano, si dimostrò efficiente e determinato a farle rispettare l’orario. Scelse percorsi alternativi, evitando le zone più congestionate e mantenendo un ritmo sostenuto, ma sempre nel rispetto del codice della strada. Elisa, guardando l’orologio, pensava che era impossibile farcela, ma la guida esperta di Marco la portava più vicina a Nonna Rosa a ogni semaforo.

    Arrivarono a casa di Nonna Rosa alle 8:03. Elisa salì di corsa le scale, con la torta ben salda tra le mani. La nonna, con un velo di preoccupazione stampato sul volto, le aprì la porta. Appena vide Elisa e la sua crostata, il suo viso si illuminò. “Elisa, tesoro, ci sei riuscita!” esclamò, stringendola forte a sé. Quella sera, mentre sorseggiavano la cioccolata calda, Elisa ringraziò infinitamente Marco e Radio Taxi 24. Non solo l’avevano aiutata a evitare un gran litigio con la nonna, ma le avevano dimostrato che, a volte, un servizio rapido e affidabile può fare la differenza, trasformando una serata potenzialmente disastrosa in un ricordo gioioso.

  • Radio Taxi 24

    Radio Taxi 24

    La pioggia batteva incessante sulle strade di Firenze. Giulia, con il vestito nuovo che aveva scelto con cura per la sua prima cena con Marco, tremava sotto il porticato di Piazza del Duomo, rabbrividendo sia per il freddo che per la disperazione. Aveva controllato mille volte l’orologio: le 20:15. Marco l’aspettava dall’altra parte dell’Arno, in un ristorantino che le aveva descritto come un angolo di paradiso. Ma il tram, a causa di un guasto improvviso, era bloccato chissà dove. E lei, bloccata con lui. La disperazione cresceva ad ogni goccia di pioggia che le inzuppava i capelli. Aveva sognato tanto questa serata.

    Il cellulare, come sempre, segnava una tacca di segnale. Cercò disperatamente di chiamare un taxi, quelle che vedeva sfrecciare veloci bagnate dalla pioggia, ma ogni tentativo si infrangeva contro la linea occupata. Sentiva già le lacrime pizzicare gli occhi. Marco, puntuale come sempre, l’avrebbe aspettata, poi, pensando che lei non sarebbe arrivata, se ne sarebbe andato. Addio cena romantica, addio primo appuntamento. Abbassò lo sguardo, sconfitta, quando si ricordò dell’app di Radio Taxi 24. L’aveva scaricata qualche tempo prima, “non si sa mai”, aveva pensato.

    Con le dita tremanti, riaprì l’applicazione. Miracolosamente, prese. Bastò un click per inviare la richiesta, specificando il luogo e la destinazione. L’app le comunicò, con tanto di foto e nome del tassista, che un’auto sarebbe arrivata in meno di cinque minuti. Incredula, Giulia alzò lo sguardo. E, come promesso, un taxi giallo, spicca come un raggio di sole in quella notte uggiosa, si fermò proprio davanti a lei.

    Salì ansimante, ringraziando il tassista con un sorriso. Durante il tragitto, il guidatore, con la tipica parlata fiorentina, le raccontò di come la pioggia avesse mandato in tilt la città. Giulia, guardando fuori dal finestrino le luci riflesse sull’asfalto, sentì sciogliersi la tensione. Arrivò al ristorante alle 20:40. Marco era lì, seduto al tavolo, con un sorriso sollevato nel vederla arrivare. La cena, seppur iniziata in ritardo, fu perfetta. Giulia non smise di pensare a quel taxi giallo, a quella app che le aveva salvato la serata. A Radio Taxi 24 che, nella notte fiorentina, aveva reso possibile il suo primo appuntamento da sogno.