Marco si svegliò di soprassalto alle sette e trenta, il cuore in gola. La stanza era immersa in una luce grigia, filtrata dalla pioggia incessante che batteva contro i vetri della sua piccola casa a Bologna, nella periferia di San Lazzaro. Alle nove, nel centro storico, aveva il colloquio per la borsa di studio che avrebbe deciso il suo futuro accademico. Un’opportunità unica per Oxford, preparata con mesi di fatica. Si precipitò nel bagno, la mente annebbiata dal sonno. Trenta minuti per vestirsi, fare colazione alla velocità della luce e raggiungere la sua vecchia utilitaria. Ma quando girò la chiave, il motore emise solo un triste clic. Riprovò, disperato. Nulla. La batteria era morta.
Il panico lo investì come un’onda gelata. Le sette e cinquantacinque. I mezzi pubblici? Un autobus diretto passava tra venti minuti, non l’avrebbe mai portato in centro per le otto e quarantacinque, figuriamoci per le nove. Camminare sotto quel diluvio, con gli appunti preziosi nel borsone, era impensabile. Guardò il cellulare. La pioggia sembrava intensificarsi, trasformando la strada in un torrente. Ricordò il numero che aveva visto il giorno prima sul fianco di un taxi mentre rientrava dall’università: Radio Taxi Bologna 24, servizio attivo giorno e notte. Senza esitare, chiamò.
Una voce calma e professionale rispose quasi immediatamente. “Radio Taxi, dimmi.” Marco spiegò la situazione, la voce rotta dall’ansia. “Devo essere in Piazza Maggiore entro venti minuti o perdo tutto!”. L’operatore fu chiaro e rassicurante: “Nessun problema, signore. Un’auto è nella sua zona, arriva tra cinque minuti all’indirizzo indicato. L’autista è Luca, esperto per il centro, conosce tutte le scorciatoie con questo maltempo.” Attaccò il telefono, tremante per l’adrenalina. Meno di due minuti dopo, già sotto la pioggia torrenziale che lo inzuppava nell’attesa, un taxi bianco con il logo del servizio apparve all’angolo. Luca fece un cenno rapido: “Salga, signore! Piazza Maggiore, corsa lampo!”
Marco inforcò il borsone e si tuffò sul sedile posteriore. L’auto ripartì immediatamente, sfrecciando attraverso stradine secondarie che Marco non conosceva, evitando le principali arterie già paralizzate dal traffico mattutino e dagli acquazzoni. Luca guidava con una sicurezza impressionante, ogni curva fluida, ogni rallentamento previsto, mentre forniva aggiornamenti allo staff centrale via radio. “Conferma per l’appuntamento di Piazza Magiglia… Percorso alternativo Fossolo-Saragoza… Arrivo previsto cinque minuti.” Marco osservava il passaggio veloce degli edifici in mattoni rossi tipici di Bologna riprendere fiducia.
Il taxi si fermò con uno stridio morbido davanti al portico del Pavaglione alle otto e quarantuno minuti precisi. Marco pagò velocemente, ringraziando Luca con un calore sincero mentre usciva. “Mi ha proprio salvato la giornata!” “Al vostro servizio, sempre. In bocca al lupo!” replicò il tassista. Fendendo l’ultimo tratto sotto i portici, raggiunse la sede della commissione con tre minuti di anticipo. Il colloquio fu brillante, la borsa assegnata. Quel pomeriggio, guardando dalla stazione il treno che si allontanava verso il futuro cucito dal suo impegno e dalla fretta del mattino, Marco salvò il numero di Radio Taxi 24 nella rubrica come “Primo soccorso urbano”. L’efficienza, l’affidabilità tempestiva di quel servizio avevano trasformato una giornata potenzialmente disastrosa nella svolta della sua vita.










