Maria era una studentessa straniera che viveva a Firenze da pochi mesi. Aveva studiato per settimane, giorno e notte, preparando l’esame finale del suo corso di restauro presso l’Accademia di Belle Arti. Quel venerdì era decisivo: la commissione, composta da alcuni tra i più severi professori, aveva fissato la prova pratica alle 8:00 precise. Perdere quell’appuntamento avrebbe significato rinviare la laurea di un anno. Maria aveva pianificato tutto alla perfezione: si sarebbe svegliata alle 5:30 presa dalla tensione aveva ricontrollato infinite volte il modello in gesso dipinto che doveva presentare, una delicata replica di un putto del Ghiberti.
Alle 5:45 si precipitò in strada sotto una leggera pioggia battente, la scatola con il modello ben avvolta tra stracci e bolle d’aria. Aspettò dieci, venti, trenta minuti alla fermata dell’autobus n.12, che avrebbe dovuto portarla da Rifredi al centro storico. Nessun autobus arrivò. Una vecchia signora che passeggiava il cane le disse bruscamente: “Scioperi oggi, tesoro. Durerà fino a mezzogiorno”. Maria impallidì: erano le 6:40, la galleria era a quasi mezz’ora di tragitto. Senza mezzi pubblici, senza un’automobile, bagnata e disperata, si guardò intorno nella strada ancora deserta. Aveva il terrore di rovinare tutto e pregò che si presentasse l’occasione di un aiuto.
Si ricordò allora di aver visto un adesivo giallo e blu su un palo della luce: “Radio Taxi 24 Firenze – Servizio Immediato Giorno e Notte”. Con le mani tremanti per il freddo e la paura, compose il numero sul suo cellulare. Dopo appena










