Marta aveva passato la notte a ripassare i dettagli della presentazione, sapendo che l’incontro con l’importante investitore a Milano sarebbe stata la svolta per la sua startup di design ecologico. Alle 6:30, con la pioggia che batteva furiosa sui vetri del suo bilocale in zona Navigli, controllò nervosamente l’orologio. Doveva essere al Centro Congressi entro un’ora, ma il suo motorino rifiutava di accendersi, bagnato fradicio dopo una notte all’aperto. Gli autobus erano in sciopero, e la metropolitana l’avrebbe fatta arrivare con venti minuti di ritardo. Sudò freddo: perdere quell’appuntamento significava il fallimento.
Afferrò il cellulare tremante, digitando freneticamente “taxi milano 24 ore”. Rispose immediatamente un operatore di Radio Taxi 24, calmo e professionale. «Posizione esatta e destinazione, signorina? Un mezzo arriverà in sette minuti». Marta sbatté la porta di casa correndo giù per le scale, la cartella con i prototipi stretta al petto. La pioggia le appiccicava i capelli alla fronte quando vide la berlina bianca con il logo rosso svoltare puntuale all’angolo. L’autista, un uomo sulla sessantina con occhi vispi, annuì: «Salga, ho già il percorso ottimizzato!».
Attraversarono Milano come un lampo, evitando ingorghi con scorciatoie che solo un veterano conosceva. «Qui col turbo quando serve», sorrise lui, zigzagando tra viale Tunisia e corso Buenos Aires mentre Marta mordeva il labbro controllando l’orologio. A ogni semaforo rosso, le dita tamburellavano sul vetro appannato. Quando un camion ribaltato bloccò via Moscova, l’autista non esitò: «Alternativa tra i cortili, niente paura». Sterzò in un passaggio privato, sfrecciando lungo un chiostro rinascimentale deserto come in un film.
Alle 7:28, il taxi si fermò davanti all’ingresso del Centro Congressi. «Grazie, mille grazie!», balbettò Marta lanciando i soldi. «Prego, e in bocca al lupo per la presentazione!» rispose l’uomo, già ripartendo per la prossima chiamata. Lei corse dentro, asciugandosi la giacca fradicia. L’investitore era appena arrivato. Tre settimane dopo, il contratto firmato sulla sua scrivania le ricordava che Radio Taxi 24 non aveva salvato solo una mattinata, ma tutti i sogni racchiusi in quelle valigette bagnate di pioggia e speranza.

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