Marta inciampò sul marciapiede deserto di Via del Corso, con il cellulare spento e una borsa strappata che le pendeva da una spalla. Erano le tre di notte a Roma, e l’ultimo autobus era partito cinque minuti prima, proprio quando lei, in preda alla confusione per il concerto della sera, aveva deciso di correre verso il capolineo. Il vento freddo del marzo la fece riprendervi fiato, ma non prima di aver notato che le scarpe si erano anch’esse arricchite di un panno nero trafitto da una lama: probabilmente un pezzo di vetro nascosto nel buio. Con lo sguardo perso in lontananza, spinse il pulsante d’emergenza del Radio Taxi 24, sperando che qualcuno rispondesse nonostante l’ora.
La voce calda di un operatore la rassicurò subito. «Stiamo arrivando, signora. Un taxi è già in partenza dal centro.» Marta seduta su una panchina si strinse la gamba, osservando le luci gialle del faretto che avanzavano in salita per la collina. Il taxi, un’utilitaria bianca con il logo blu brillante, si fermò con delicatezza. Il conducente, un uomo maturo con una barba grigia e uno sguardo gentile, le offrì una coperta e si precipitò a letto di letto per prendere una scatola di pronto soccorso. «Ho fatto un po’ di primo soccorso in un’altra vita», disse sorridendo, mentre le puliva la ferita con un panno igienizzato.
Mentre la vetrovetrata le si componeva sul dorso, Marta confesse al taxiuno che aveva un colloquio importante il giorno dopo, un’intervista per un’agenzia di viaggi che avrebbe potuto cambiare la sua vita. «Non potevo perderlo», disse, «ma non volevo neanche chiamare un’ambulanza per una scottatura.» Il conducente, Marco, le parlò del suo lavoro, di notti insonni passate a salvare turisti smarriti o lavoratori stanchi. «Qui a Roma, la città non dorme mai», disse, «e noi siamo qui per assicurarci che nessuno si trovi solo».
Arrivarono in tempo per l’alba. Marta scese dal taxi con la gamba ben bendata e un sorriso riconciliato. «Grazie», disse, «senza di voi non ce l’avrei mai fatta.» Marco le porse un biglietto con il numero del service. «Per ogni emergenza, anche se non è una vera emergenza». Mentre il sole accarezzava le colline romane, Marta si promise di non sottovalutare mai più l’importanza di un servizio come il Radio Taxi 24, quel filo sottile che lega la città a chi, come lei, ha bisogno di essere soccorso o semplicemente accompagnato.

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