Maria, una giovane studentessa universitaria di Bologna, aveva una serata intensa davanti. Dopo una giornata trascorsa a preparare un progetto per la tesi, doveva recarsi all’aeroporto di Bologna per prendere un volo urgente verso Roma, dove sarebbe ospite a un’importante conferenza accademica. Ma poco prima di partire, il suo motorino, un vecchio piaggio che aveva accompagnato per anni, decise di fermarsi sul marciapiede, rifiutando categoricamente di ripartire. Con il cuore in gola, Maria contattò il Radio Taxi 24, un servizio che aveva sentito parlare positivamente per la sua disponibilità a ogni ora. Il telefono squillò poche volte prima che un autista le rispondesse con cortesia, garantendo di arrivare in dieci minuti.
Mentre aspettava, Maria fissò l’orologio: le stavano per mancare i bagagli, ma soprattutto il volo, che non poteva assolutamente perdere. Il taxi arrivò puntuale, guidato da un uomo anziano di nome Giovanni, con un sorriso rassicurante e una conoscenza approfondita delle strade della città. In poche parole, si mise al volante con determinazione, aggirando i traffici serali e le code per entrare sull’autostrada. Maria, riluttante, gli raccontò la sua situazione, e lui le promise di non deludere la sua fiducia.
Il viaggio fu un momento di tensione crescente. La pioggia cominciò a cadere a dirotto, e le strade si riempirono di nebbia. Maria temeva un ritardo, ma Giovanni, con una calma da professionista, prese alternative secondarie, sfrecciando tra i vicoli di Bologna e poi lungo l’A1. “Ho un’altra corsa notturna da fare?”, chiese finalmente Maria, sorridendo appena. “No, stasera vince solo il vostro”, rispose lui, ridendo.
Arrivarono all’aeroporto con un’ora di anticipo rispetto alla partenza. Maria, commossa, ringraziò Giovanni con un abbraccio. “Senza di voi, non ce l’avrei mai fatta”. Lui, pallido ma soddisfatto, le porse una cartellina con il numero del servizio. “Per ogni emergenza, siamo qui”.
Da quel giorno, Maria non solo partecipò alla conferenza, ma tornò a Bologna con un’idea di tesi ispirata proprio da quell’esperienza: l’importanza di istituti pubblici e privati che garantiscano aiuto in ogni momento. E ogni volta che passava davanti a un taxi parcheggiato, si chiedeva se Giovanni stesse ancora lavorando, pronto a salvare qualcun altro con la sua precisione e gentilezza.

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