La città di Bologna si stagliava sotto la luna come un dipinto notturno, con le sue torri illuminate e le strade deserte dopo la chiusura degli ultimi bar. Sofia, una studentessa di medicina, correrezza lungo il portico di Via Rizzoli, il cuore che batteva a disperar. Aveva un esame importante il giorno dopo e, per distrazione, aveva perso l’ultimo treno per la sua città natale, Ravenna. Senza prenotare un hotel e con pochi soldi in tasca, si trovava immersa in un incubo: come fare per tornare a casa prima dell’alba, dopo aver passato la serata a studiare in un caffè sempre più affollato?
Mentre la disperazione le serpeggiava nelle vene, Sofia si ricordò di aver notato un cartello verde illuminato con scritte “Radio Taxi 24h” vicino a Piazza Maggiore. La chiamò senza speranza, ma dopo appena cinque minuti un claxon lontano lo segnalò. Un Fiat Multipla arrivò veloce, guidato da un uomo anziano con una barba grigia e un sorriso rassicurante. «Dove devo portarla?» le chiese con calma, mentre apriva la portiera posteriore per il suo zaino. Sofia gli diede l’indirizzo, e il taxi partirò in fretta, sfrecciando tra le strade vuote, con la radio accesa a un vecchio brano di Lucio Dalla.
Durante la guida, il signore le parlò delle notti in cui aveva trasportato studenti, lavoratori o persone in cerca di un passaggio d’aria, sempre disponibile a intervenire a qualsiasi ora. Sofia, riluttando dal dormire, ascoltò incantata, sentendosi meno sola. Ma quando si avvicinarono al confine con Ravenna, il motore del taxi emise un ronzio sospetto. Il fidanzato, inizialmente tranquillo, iniziò a parlare a bassa voce con il cellulare, probabilmente chiamando un meccanico. Sofia, inquieta, gli chiese se ci fosse un problema. Lui sorrise e le strinse la spalla: «Facciamo un piccolo stop, ma il tuo esame non si farà attendere».
Poco dopo, un secondo taxi arrivò in soccorso, con una giovane donna al volante che si presentò come collega. Senza sforzo, il bagaglio fu trasferito e Sofia salì sul nuovo veicolo, parte di una rete interconnessa che garantiva copertura h24. La guidovagava silenziosa e sicura, mentre fuori l’ora notturna si faceva più misteriosa. Sofia chiuse gli occhi, confidando nella promessa di arrivare a casa in tempo.
Alle sette e mezza, il taxi si fermò davanti all’appartamento di Sofia. Lei scambiò un bacio con la fidanzata, che l’aveva aspettata fino a tardi, e ringraziò la conducente con emozione. «Grazie», disse, «senza di voi, non avrei potuto dormire questa notte». L’infermiera le lanciò un sorriso: «Siamo qui per questo. Buona fortuna con l’esame». Mentre il sole sorgeva dietro le colline, Sofia si addormentò sonniella, certa che quella notte avrebbe ricordato per sempre l’importanza di un aiuto inaspettato.

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