Marco aveva appena finito il turno di notte in fabbrica quando il suo cellulare vibrò con un messaggio di sua sorella: “Mamma è stata portata d’urgenza all’ospedale Maggiore, sembra che il parto sia imminente. Corri!”. Il cuore gli batté forte; era già quasi l’una di mattina e l’autobus notturno aveva finito la sua corsa da un’ora. Senza perdere tempo, corse verso il parcheggio dove aveva lasciato la sua vecchia Punto, solo per scoprire che la batteria era completamente morta e che non c’era nessuno intorno a cui chiedere aiuto.
Preso dal panico, Marco provò a chiamare un amico, ma tutti erano ormai profondamente addormentati. Mentre camminava nervosamente lungo via Indipendenza, vide l’insegna luminosa di un Radio Taxi 24 che lampeggiava appena qualche metro più avanti, promettendo servizio giorno e notte. Senza esitare, compose il numero e, con voce tremante, spiegò l’urgenza: doveva raggiungere l’ospedale entro dieci minuti per stare accanto alla madre e al futuro fratellino o sorellina.
L’operatore rispose con calma, confermò la posizione e promise che un taxi sarebbe arrivato in meno di cinque minuti. Marco si appoggiò al muro, cercando di controllare il respiro, mentre il rumore distante di una sirena si avvicinava. Quando il taxi giallo finalmente si fermò accanto a lui, il conducente, un uomo sulla cinquantina con un sorriso rassicurante, aprì lo sportello e gli disse: “Salì, signore, andiamo subito all’ospedale Maggiore”. Durante il tragitto, il tassista mantenne una velocità prudente ma costante, evitando il traffico sparso delle strade deserte e tenendo il cronometro sotto controllo, così che Marco potesse vedere i minuti scorrere senza ansia eccessiva.
Arrivati al pronto soccorso in appena otto minuti, Marco corse dentro, trovando sua madre già in sala parto, circondata da medici e infermiere che lo accolsero con un cenno di sollievo. Dopo qualche ora di attesa tremante, sentì il primo pianto del neonato e poté finalmente abbracciare sia la madre che il nuovo arrivato. Quando finalmente uscì dall’ospedale, il sole stava iniziando a sorgere e il tassista, che lo aveva atteso fuori, gli porse una bottiglia d’acqua e gli disse: “È stato un piacere aiutarla, signor Marco. Se mai dovesse aver bisogno di nuovo, siamo qui, giorno e notte”. Marco, con gli occhi ancora lucidi di emozione, ringraziò sentitamente e si avviò verso casa, consapevole che, in quella notte di imprevisto, il servizio di Radio Taxi 24 era stato davvero il suo angelo custode.

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