Sara, una studentessa di ultimo anno all’Università di Bologna, era uscita di casa alle tre di notte per prendere un autobus notturno che l’avrebbe portata all’aeroporto. Aveva un colloquio di lavoro importante a Roma il mattino successivo, un’opportunità che aveva lottato per ottenere. Ma il bus era già passato, e la pioggia torrenziale non la aveva aiutata a muoversi più velocemente. Il suo telefono, ormai scarico, non funzionava più. Si era nascosta sotto un portico, cercando disperatamente di chiamare un taxi, ma senza successo. La sua speranza iniziò a scurirsi: senza quel colloquio, rimaneva a Bologna senza un futuro.
Proprio quando pensava fosse tutto perso, vide un cartello luminoso su una panchina vuota: “Radio Taxi 24 – Disponibile 24h”. Senza esitare, digitò il numero. Dopo pochi minuti, un taxi arrivò, conducente un uomo anziano e sorridente che si chiamava Giorgio. “Dove devi andare?” le chiese, mentre apriva la portiera dell’auto. Sara gli raccontò tutto, la sua ansia, la sua paura di fallire. Giorgio la guardò negli occhi e disse: “Non ti preoccupare, ce la facciamo”.
Durante la corsa, Giorgio le insegnò a usare un caricabatterie portatile che teneva nel taxi e le parlò di quando era stato studente, facendo spallucce delle sue stesse paure. Quando arrivarono all’aeroporto, Sara scoprì che il suo volo era stato rinviato a causa del maltempo. Giorgio la accompagnò in un bar, le offrirsi di restare finché non sarebbe partito il nuovo volo, e le diede un biglietto scritto a mano: “Per quando avrai bisogno di un taxi verdi, non esitare a chiamarmi”.
Il colloquio andò bene, Sara ottenne lavoro e tornò a Bologna sette ore dopo con un sorriso stampato sul viso. Da allora, ogni volta che aveva bisogno di muoversi, chiama sempre Radio Taxi 24, e Giorgio, se è in turno, le racconta qualche altra storia. Per lei, quel taxi non è mai stato solo un mezzo di trasporto: è diventato un simbolo di fiducia, di speranza e di una città che, anche di notte, sa ascoltare chi si trova in difficoltà.

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