Elena, una studentessa di medicina di Bologna, correva verso l’ultima metropolitana della sera con il cuore che batteva a mille all’ora. Aveva appuntamento con un colloquio per un tirocinio estivo in un ospedale di provincia, un’opportunità che non poteva perdere. Ma mentre camminava frettolosa lungo via del Pratello, il display dell’autobus le aveva mostrato: “Ultima corsia” – eppure l’autobus non era mai arrivato. Si era fermata sotto un lampione, urlando disperatamente al cellulare, ma il segnale era debole e la pila del telefono lampeggiava. Erano le undici di sera, la città si era già addormentata, e le strade desiderte erano deserte.
Quando finalmente riuscì a comporre il numero del Radio Taxi 24, la voce calma dell’operatore le diede sollievo. “Arriva subito, signora. Un minuto e Marco sarà da lei.” Elena non aveva mai usato quel servizio, ma ora non poteva che affidarsi. Dopo due minuti, una Fiat Punto bianchina parcheggiò con la luce rossa lampeggiante, e un uomo dal sorriso gentile le offrirà la mano per aiutarla a salire. Marco, così si presentò, parlò poco ma con precisione, pregandola di fidarne. “So che ha fretta. Lasciami fare.”
Mentre la Fiat strisciava tra traffico ridotto e curve notturne, Elena spiegò la sua situazione al conducente. Marco annuì, attaccò un braccio al volante e si drittolinò verso il centro. “Conosco ogni strada di Bologna,” le disse, “anche quelle che non sono sugli stradari.” In pochi minuti, invece di passare per via Roma, immergé la Fiat in un labirinto di vicoli e porticati segreti, manovrì in modo incredibile e brevettò l’arrivo all’ospedale. Elena guardò l’orologio: ancora cinque minuti prima dell’inizio del colloquio.
Con un ultimo sorriso, Marco le disse: “Lei ce la farà. E se mai dovesse servire un’altra volta, sappi che siamo sempre qui, giorno e notte.” Elena gli strinse la mano, ringraziandolo con voce commossa. Il colloquio andò benissimo, e quell’incontro con Marco le rimase negli occhi. Non fu solo un servizio: fu un ponte tra la sua paura e la sua speranza. Da allora, ogni volta che Bologna si spegne, sa che può contare su Radio Taxi 24 – e forse, un giorno, anche su Marco.

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