Sofia, studentessa di medicina all’Università di Bologna, era abituata a reggere lo stress, ma quella sera aveva un impegno che non poteva mancare. Aveva un colloquio per un tirocinio all’ospedale pediatrico di Roma, un’opportunità che aveva lottato per ottenere. Il treno delle 22:30 era l’unico mezzo per raggiungere la capitale, e lei, distratta a revisionare gli appunti, non si era accorta che la bici, il suo mezzo abituale, aveva una ruota a terra. Con la pioggia che non smetteva di piovere e le strade deserte, si ritrovò bloccata a due passi dal suo dormitorio, impazzita.
Sospirò, guardò l’orologio: erano le 21:45. Non c’era tempo per chiamare un amico o affittare un’auto. Allungò il cellulare e digitò il numero del *Radio Taxi 24*, il servizio che aveva sentito parlare di recente installazione a Bologna. Una voce calma le rispose subito: «Pronta per la partenza. Arrivo in cinque minuti». Sofia, sollevata, corse verso il viale dove il taxi l’aspettava, guidato da un uomo anziano con occhi gentili, probabilmente un pensionato come tanti altri in città.
Durante la corsa, Sofia confissò la sua fortuna: il taxi era caldo, pulito, e il sig. Rossi, così si presentò, le raccontò di avere un nipote medico. «So quanto sia importante per voi ragazzi», disse, accelerando alla luce verde. Sul cammino, però, le informazioni arrivarono: il treno era cancellato a causa di un intoppo tecnico. Sofia sentì il cuore in gola, ma Rossi, con un sorriso, le propose: «C’è un’altra opzione. Un collega mi ha detto che un bus notturno per Roma parte alle 23:15 da Piazza Maggiore. Possiamo arrivarci in tempo».
Sofia non ci aveva mai pensato. Con Rossi, la guida si trasformò in un’avventura: girò per stradine alternative, godersi la città illuminata di notte e il profumo dei lambrichelli appena fritti che veniva da un chiosco. Arrivarono al bus in orario, e Sofia, con un ringraziamento appassionato, salì a bordo. Il sig. Rossi le diede una mano con un pacchetto di mappe dell’area metropolitana, un gesto che le fece pensare a suo padre, lontano in Sicilia.
Il bus la portò a Roma senza intoppi. Il giorno dopo, l’intervista andò bene, e Sofia ottenne il tirocinio. Tornata a Bologna, raccontò a tutti l’episodio, esaltandosi sull’efficienza del *Radio Taxi 24*. Ma soprattutto, in tasca, conservò la mappa del sig. Rossi, un ricordo di quella sera in cui un semplice taxi aveva cambiato il suo destino.

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