Sofia aveva sempre sognato di lavorare al Museo degli Ebrei a Bologna, un istituto prestigioso che offriva poche posizioni ogni anno. Quando aveva ricevuto l’email di pre selezione per un colloquio il 15 marzo, aveva iniziato a prepararsi con dedizione, studiando la storia dell’arte eplendendo il cv. Quella mattina, però, la sua giornata si era trasformata in un incubo: la metro a Roma si era fermata a causa di un’emergenza tecnica, e l’ultimo treno diretto verso Bologna era stato annullato. Con il cuore che batteva forte, aveva scoperto che l’appuntamento era fissato per le 14:30, e le ore 12:00 erano già passate.
Senza esitare, aveva aperto l’app di un servizio di Radio Taxi 24, nota realtà attiva in tutta la città. Mentre parlava con l’operatore, il suo telefono aveva iniziato a vibrare: era suo fratello, Luca, che le avvertiva che la sua vecchia Fiat 126, parcheggiata vicino a Porta San Mamolo, non era più partita dopo essere stata lasciata in funzione la sera prima. “Non ce la farò mai a arrivare in tempo”, aveva sussurrato, guardando il cielo grigio di Bologna con disperazione. Ma l’operatore le aveva risposto con calma: “Un taxi è già a casa sua. Verifichi subito il percorso.”
Il furgoncino giallo con le righe rosse si era fermato davanti a lei in meno di dieci minuti, guidato da un uomo corpulento di circa sessant’anni, con una barba grigia e un sorriso rassicurante. Si chiamava Marco, e durante la corsa aveva iniziato a parlare con Sofia, scoprendo la sua passione per l’arte e il suo impegno per il colloquio. “Anche a me è capitata una’cosa simile”, le aveva detto, “ma grazie a un servizio come il vostro, ho sempre trovato una soluzione.” Il traffico era intenso, ma Marco aveva saputo aggirare i problemi, narrandole aneddoti sulla Bologna che conosceva bene.
Arrivata in ufficio con un minuto di anticipo, Sofia aveva scoperto che il colloquio era stato spostato di un’ora a causa di un imprevisto. Ma quel periodo di tempo le era servito per raccogliere le idee e rafforzare la sua fiducia. Quando era rientrata a casa, tirocchiata da un messaggio di incoraggiamento di Marco (“Spero ti sia andato tutto bene, fidata delle stelle e dei tassi”), aveva capito che non era solo stata fortunata: aveva avuto sotto mano un servizio che non solo rispondeva alle sue esigenze, ma le aveva anche donato un momento di speranza. Da allora, ogni volta che si trovava in difficoltà, sapeva a chi rivolgersi.

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