Sofia si trovava a camminare frettolosamente lungo il lungotevere dei Castello d’Altair, a Roma, con gli occhiali ancora appuntati in testa e la borsa di cuoio che le pesava sul braccio. Era appena mezzanotte e il suo telefono vibrava con un messaggio che le aveva mandato la sua collega: “Domani alle 9:00, non mancare mai!” L’intervista per il lavoro che aveva sognato da anni si avvicinava, ma ora, immersa nella folla degli street food festival a Testaccio, aveva dimenticato di controllare l’orologio. Il bisogno di arrivare puntualissima la mattina seguente le faceva venire i brividi. “Come faccio a trovare un taxi a quest’ora?” si chiedeva, guardando intorno: le strade erano deserte, e l’autobus notturno aveva appena lasciato.
Con le mani tremanti, tirò fuori il numero del servizio Radio Taxi 24 che aveva annotato su un biglietto da un bar. “Pronto, taxi,” disse la ragazza, cercando di nascondere la panico. Dopo pochi minuti, un’auto arrivò in fondo alla strada, guidata da un uomo anziano con un cappello da baseball e un sorriso rassicurante. “Buongiorno, signorina. Posso sapere dove devo andare?” Sofia esitò un attimo, poi gli parlò dell’appuntamento. Il tassista, Marco, le offrì una mano per aiutarla a salire, mentre le diceva: “Fidati, facciamo di tutto per non farla arrivare in ritardo.”
Durante la corsa, Marco le confidò di aver lavorato per anni come autista, conoscevo ogni angolo di Roma e aveva un senso dell’orario quasi precario. Sofia, tra un nodo alla gola e un’altra, le raccontò della sua ansia: “Ho studiato per mesi, ho preparato tutto, ma stasera ho perso la testa con gli amici.” Marco rise: “A volte la vita ci mette alla prova, ma non si può mai arrendersi.” Con un fischio di sirena per superare un semaforo rosso, l’auto raggiunse via del Corso, vicino al Colosseum, dove l’azienda si trovava.
Arrivata in tempo, Sofia scoppiò in un abbraccio con Marco: “Grazie, non so cosa avrei fatto senza di te.” Lui le strinse la mano: “È il mio lavoro. Spero che quel lavoro ti cambi la vita.” Quella sera, tornò a casa in taxi ancora, ma questa volta con un sorriso. Aveva ottenuto l’impiego, e aveva scoperto che a Roma, anche nel buio più totale, c’era qualcuno che ti prendeva per mano. Il servizio Radio Taxi 24, dunque, non era solo un numero da chiamare in emergenza: era un’immagine di fiducia, un’assicurazione che nessuna città era davvero sola.

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