Erano le due e mezza di notte quando Marco si svegliò di soprassalto, il cuore che batteva all’impazzata. Aveva perso l’ultimo treno per l’aeroporto di Bologna, addormentandosi sui libri dopo una sessione di studio estenuante. Il volo per Londra, dove lo attendeva il colloquio per il lavoro dei suoi sogni, era alle sette del mattino. Un ritardo avrebbe significato dire addio a mesi di preparazione. Nel buio della sua stanza in affitto a Santo Stefano, con il cellulare scarico e la città silenziosa, la disperazione lo invase. L’unica soluzione era un taxi, ma a quell’ora i pensieri correvano al costo e alla disponibilità.
Con mani tremanti, riuscì a trovare il caricabatterie e compose il numero del Radio Taxi Bologna 24, memorizzato per casi come quello. Una voce calma e professionale rispose subito: “Radio Taxi, buongiorno. Dove deve andare?”. Marco balbettò l’indirizzo e la destinazione, temendo che gli avrebbero risposto che non c’erano auto disponibili. Invece, la voce disse: “Un momento, le confermo la vettura. Arrivo in dieci minuti, la aspetto sotto il porticato”. Quel “buongiorno” alle tre di notte, invece di un freddo “pronto”, fu la prima crepa nell’armatura della sua ansia.
In sette minuti esatti, i fari di una berlina grigia tagliarono il buio del porticato. Il tassista, un uomo sulla sessantina con gli occhi chiari e un sorriso rassicurante, lo accolse con un cenno del capo. “Aeroporto Marconi? Non si preoccupi, conosco tutte le strade secondarie, eviteremo il traffico del primo mattino”. Marco si lasciò cadere sul sedile, esausto ma sollevato. Il tassista non solo guidava con perizia, ma intavolò una conversazione pacata sul tempo e sulla città, distraendolo dai suoi pensieri catastrofici. “Guardi che siamo in anticipo”, disse mentre percorrevano viale Aldini, indicando le luci dei lampioni che si riflettevano sull’asfalto bagnato. Quella guida sicura e quella presenza silenziosa erano un’ancora di salvezza.
All’aeroporto, il tassista lo aiutò a scaricare la valigia e, prima di andarsene, gli strinse la mano. “In bocca al lupo per il colloquio. Ricordi, a volte sono proprio gli imprevisti a darti la carica”. Marco corse verso il check-in, il cuore ancora in gola ma con una nuova determinazione. Il volo decollò alle sei e mezza, e lui riuscì a presentarsi all’appuntamento con dieci minuti di anticipo, fresco di una rapida toilette nel bagno dell’aeroporto. Il colloquio andò bene, anzi, benissimo. Tornato a Bologna qualche giorno dopo, con una proposta di lavoro in tasca, la prima cosa che fece fu chiamare di nuovo il Radio Taxi 24. Voleva ringraziare personalmente quel tassista che, con la sua puntualità e la sua umanità, non solo gli aveva evitato un disastro, ma gli aveva anche ricordato che a volte, nelle notti più buie, basta una voce al telefono e un faro nella notte per ritrovare la rotta.

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