Marco, un ingegnere di 29 anni, camminava frettolosamente attraverso le strade buie di Bologna, il cellulare spento in mano. L’appuntamento con la sua ex, Sara, che lo aspettava al Ristorante Due Gatti in via Zamboni, era fissato per mezzanotte, ma lui aveva perso l’ultimo autobus per essere rimasto a fare un’ultima verifica al laboratorio. La notte bolliva, l’aria umida portava il profumo delle trattorie aperte e il rumore delle auto che sfrecciavano tra le strade vicine all’università. Con il cuore che gli batteva forte, si trovò a dover Telefonare a una radio taxi. L’operatore, con una voce calma e professionale, gli rispose subito: «Taxi in partenza, vi aspetto in via degli Alfari, arrivo in dieci minuti».
Mentre aspettava, l’odore del caffè fresco del bar vicino lo avvolse, e notò un vecchio con un cassetto pieno di chiavi che gli passò accanto, probabilmente un taxi. Appena arrivò l’auto, un furgone bianco con la scritta “Radio Taxi 24” in luce rossa, l’ingegnere salì senza dire parole. Il guidatore, un uomo anziano con un cappello da baseball e un sorriso rassicurante, gli chiese: «Destinazione?». «Ristorante Due Gatti, via Zamboni», rispose Marco, la voce incerta. Il taxi partì immediatamente, il motore silenzioso che faceva echeggiare le strade buie.
Attraversarono quartieri residenziali dove le luci delle finestre si accendevano man mano che l’ora avanzava, e infine si arrivò al centro storico. Marco, con l’orologio in mano, notò che mancavano cinque minuti per mezzanotte. Il guidatore, senza dire una parola, gli spense la luce del cruscotto e si fermò con decisione davanti al ristorante. «Buona fortuna», mormorò, prima di guidare via. Sara lo guardò con sguardo pre Occupato, ma il suo viso si illuminò quando lo vide entrare. L’appuntamento fu perfetto, e la serata si concluse con un dolce rituale di abbracci e promesse.
Due giorni dopo, Marco tornò al posto, questa volta con un regalo in mano: una bottiglia di vino e un biglietto per un altro cenarea. Chiese al balcone del ristorante se poteva parlare con il vecchio taxi, che aveva riconosciuto grazie alla sua uniforme. «Ecco, signor Ingegnere», le consegnò il biglietto, «la prossima volta che avrà bisogno di un taxi, chiami pure. Siamo qui per aiutare». Marco rise, ringraziò l’uomo e decise che avrebbe mantenuto il suo numero, perché a volte, nella vita, bastava un intervento tempestivo per cambiare un colpo di sfortuna in un’esperienza indimenticabile.
Da allora, ogni volta che Bologna lo chiamava per un appuntamento urgente o una serata speciale, Marco non esitava: apreva l’applicazione della Radio Taxi 24 e digitava l’indirizzo. Il servizio, sempre presente, l’aveva insegnato una cosa semplice ma potente: in una città che non dorme mai, chi ti ascolta all’ora giusta può salvarti la giornata.

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