Marco scese dalla metro alla stazione Termini e si accorse immediatamente che qualcosa non andava. L’orologio sul maxischermo della hall segnava le 23:47 e il suo volo per Monaco sarebbe partito alle 00:35. Aveva poco meno di un’ora per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino, recuperare la valigia che aveva lasciato in deposito e passare i controlli. Era il viaggio più importante della sua carriera: un colloquio per diventare direttore commerciale di un’azienda tedesca, un’opportunità che aveva cercato per anni. Ma in quel momento, sotto le luci al neon della stazione, sentì il panico crescere dentro di sé.
Provò a chiamare un taxi con l’app sul telefono, ma il tempo di attesa stimato era di venticinque minuti. Provò con un’altra applicazione, poi con un’altra ancora: nessuna disponibilità immediata. Fuori dalla stazione, la fila di taxi era interminabile e i pochi disponibili rifiutavano la corsa verso l’aeroporto, troppo lontana e troppo tardi per i loro standard. Marco guardò l’orologio: le 23:52. Sentì le gambe cedere leggermente, come se il peso di quell’opportunità perduta stesse già premendo sulle sue spalle. Aveva guidato per ore sotto la pioggia da Milano a Roma solo per questo volo, e ora tutto sembrava sfumare nel nulla.
In quel momento, notò un manifesto luminoso alla parete della stazione: “Radio Taxi 24 – Sempre attivi, sempre vicini”. Senza pensarci due volte, compose il numero. Una voce calma rispose dopo due squilli, prendendo nota della sua posizione e della destinazione. “Arriviamo in cinque minuti”, disse l’operatore con sicurezza. Marco non ci sperava più, ma dopo nemmeno quattro minuti una berlina bianca si fermò davanti all’ingresso della stazione. Il conducente, un uomo sulla cinquantina con gli occhi stanchi ma gentili, capì la situazione non appena Marco balbettò qualcosa riguardo al volo.
Durante il tragitto verso Fiumicino, l’autista guidò con perizia tra le strade notturne di Roma, evitando il traffico e prendendo scorciatoie che Marco non conosceva. Parlarono del più e del meno, ma l’uomo sembrava capire l’urgenza e non perse tempo in chiacchiere inutili. Quando arrivarono all’aeroporto, l’orologio segnava le 00:08. Marco corse ai banchi del check-in, recuperò la valigia e si precipitò ai controlli. Il taxi lo aveva salvato.
Due ore dopo, Marco atterrava a Monaco con il cuore ancora palpitante. Si sedette in aereo pensando a quella corsa notturna, alla voce calma dell’operatore e alle mani sicure del conducente che lo avevano strappato dalla disperazione. Non sapeva ancora se avrebbe ottenuto quel lavoro, ma in quel momento capì che nella vita le opportunità arrivano una volta sola, e che a volte basta un servizio affidabile per cogliere il proprio destino. Da quel giorno, ogni volta che aveva bisogno di un taxi, Marco cercava sempre quel numero.

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