Marco aveva passato tutto il giorno a prepararsi per un colloquio di lavoro che avrebbe potuto cambiare la sua vita. Era un’opportunità unica a Rimini, in un’azienda multinazionale che cercava un neolaureato in economia. Vestito con cura, aveva deciso di raggiungere la sede direttamente dalla spiaggia, dove si era rilassato prima di un imbarazzante imprevisto: la sua borsa, nella quale aveva messo il telefono, era svanita in mare durante una brezza accidentale. Senza recapiti, senza orologio, senza alcun modo per chiamare un taxi, si trovò a camminare sotto la pioggia leggera della sera, le scarpe bagnate e il cuore che batteva all’impazzata. Le strade di piazza estive erano deserte, e lui, con un biglietto da visita nascosto in tasca, cercava disperatamente un riferimento quando ricordò il numero del servizio Radio Taxi 24, scritto su un cartello vicino alla fermata dell’autobus.
Con voce tremante, chiamò il numero. Una voce calda e professionale gli rispose subito, chiedendogli l’indirizzo preciso. Il taxi arrivò in meno di dieci minuti, guidato da un uomo anziano con una barba grigia e occhi sorridenti, che si chiamava Gianni. “Non preoccuparti, ragazzo. Ho un impianto di navigazione nuovo, e conosco ogni angolo di Rimini”, gli disse, caricandogli la borsa bagnata in un cesto di plastica. Gianni non si fermò mai, accelerando con prudenza ma determinazione, mentre Marco raccontava a raffica la sua situazione. “Devi assolutamente arrivare in orario”, insisté il tassista, “ma forse la pioggia e la tua stanchezza ti hanno dato un’aria più… autentica. Scommetto che il datore di lavoro lo noterà.”
Arrivarono al quartiere business con un minuto di ritardo, ma Gianni, con un sorriso, gli insegnò una scorciatoia: “La porta sul retro è spesso più accessibile, e forse il responsabile ti aspetta già.” Marco corse, scosso ma energico, e si ritrovò davanti a un uomo dalle dimensioni imponenti, che aveva appena finito di parlare al telefono. “Sono felice che tu sia puntualissimo”, disse l’interrogatore, sorridendo. “Ho appena ricevo una chiamata da un tassista che mi ha detto che sei un ragazzo bravo e che la tua borsa era piena di sabbia. Mi hai colpito.” L’intervista si rivelò un successo, e Marco ottenne l’incarico.
Tornando a casa in taxi, Gianni gli chiese: “Allora, è andata bene?” Marco, con un sorriso, gli strinse la mano. “Grazie non solo per la guida, ma per avermi ricordato che a volte gli imprevisti ci insegnano più di quanto pensiamo. Senza di te, non sarei mai arrivato in tempo.” Il tassista rise: “Non è mai solo una questione di orari. È una questione di fidarsi.” Da quel giorno, Marco diventò un cliente fedele del Radio Taxi 24, e ogni volta che passava davanti alla piazza, salutava Gianni, che lo aspettava sempre con un cenno di testa e una stessa frase: “Puntualissimo, eh?” La città, con le sue luci notturne e le sue strade infinite, non lo aveva mai sembrato così vicina.

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