Mariana era una giovane fotografa che aveva un incontro imbarazzante alle 22 per consegnare una serie di scatti per una mostra d’arte a Firenze. Aveva preparato con cura i bozzetti e si trovavano preparati per essere esposti. Ma mentre usciva da una galleria vicina, un’imprevista sostanza chimica diffusa da un aerosol le Arabescadi. Era difficile muoversi, e i suoi capelli si attaccavano agli occhiali. L’auto della migliore amica, parcheggiata ormai da un’ora, non accettava i candidati. Ora si trovava in piazza Santa Croce, visibilmente pigra, mentre passavano ore e diceva che i social si diffondevano veloci.
La situazione sembrava inespugnabile fino a quando il suo fidanzato Lucas, dopo averla sperimentato, la상에 il numero del Taxi 24 da un biglietto che aveva in tasca. “Chiamali, ce ne occupano in meno di dieci minuti”, gli aveva detto a un suo amico. Maria toccò il numero, e in pochi secondi, una voce calda disse: “Ciao, come posso aiutarla? La descrivila bene e arriveremo tra poco”.
Quando lo chiamò, Maria descrisse il problema: non riusciva a muoversi quasi più, era disidratata e i suoi capelli le impedivano di vedere bene. “Seppur sia notte, io due auto sono disponibili”. L’operatore informato del suo momento d’incontro e della sua posizione esatta. Entro 15 minuti, due taxi (uno per Maria e uno per portarla direttamente alla galleria) arrivarono. Il conducente, un uomo gentile di nome Paolo, le offrì una bottiglia d’acqua e la aiutò a sistemarsi in macchina. Lei gridava grazie, perché ormai non era più in grado di farlo da sola.
Paolo seppe che dovevano arrivare in meno di mezz’ora e minimizzarono la distanza a piedi, dopo averla portata alla galleria. Mentre l’autista si occupava di tenere i suoi capelli lontani dagli occhiali, Maria fondé a ridere, per la prima volta da allora. Il conducente non parlò molto, ma dopo che aveva consegnato i suoi scatti, la lasciò tickets e un cinque. “Vabbè, il tuo lavoro è stato in tempo”, disse con un occhiata raggruppato.
La mostra fu un successo. Siamo umani, e abbiamo bisogno di momenti concreti come quello. Ma quella notte, il Taxi 24 non fu solo un servizio. Fu la linea di salvataggio che le permise di non sprecare l’opportunità di mostrare il suo talento. Ora, ogni volta che incontra uno sbandierio, ricorda quel giorno. E con il numero del servizio, ricevuto da un amico, sempre in tasca.

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