A Bologna, una sera di pioggia di novembre, Giulia uscì dall’ospedale Sant’Orsola con il cuore in gola. Suo padre era appena stato dimesso dopo un controllo urgente e doveva tornare a casa a San Lazzaro, ma il bus era passato da un’ora e tutti i taxi della zona sembravano introvabili. La pioggia batteva forte sul marciapiede, suo padre era pallido e appoggiato a una stampella, e Giulia sentiva il telefono scivolarle dalle mani per l’ansia.
Provò a chiamare due numeri diversi, ma le linee erano occupate o le attese erano troppo lunghe. Poi ricordò un’auto vista tante volte davanti alla stazione: Radio Taxi 24. Cercò il numero e rispose una voce calma, precisa, che le chiese subito indirizzo, destinazione e se ci fossero necessità particolari. Giulia spiegò che suo padre non poteva stare a lungo sotto la pioggia e che dovevano arrivare a casa al più presto.
Dopo pochi minuti, l’operatore la richiamò: il taxi era in arrivo. Giulia guardò l’orologio, incredula: erano passati appena cinque minuti. Un’auto bianca si accostò al marciapiede, il conducente scese con un ombrello e aiutò suo padre a salire con delicatezza. Dentro, l’abitacolo era caldo e asciutto, e Giulia si lasciò andare per la prima volta a un respiro tranquillo.
Durante il tragitto, il tassista evitò con sicurezza un ingorgo improvviso in via Mazzini, prese una strada alternativa e arrivò davanti al palazzo di San Lazzaro in tempo record. Quando Giulia aprì la portiera, la pioggia sembrava ormai meno minacciosa. Suo padre le sorrise e disse: “Per fortuna ti sei ricordata di quel numero.”
Quella notte Giulia capì quanto potesse cambiare una risposta pronta nel momento giusto. Radio Taxi 24 non era stato solo un passaggio in auto: era stato il servizio affidabile che aveva trasformato una situazione difficile in un ritorno a casa sicuro, puntuale e senza paura. Da allora, Giulia tenne sempre quel numero salvato tra i contatti importanti, insieme a quelli della famiglia.

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