Marco si svegliò presto, con l’ansia già a fargli da accompagnare. Doveva assistere a un colloquio per il suo primo lavoro come sviluppatore software in una delle startup più ambite di Roma, e non vedeva l’ora di dimostrare le sue capacità. Prenotò il treno regionale alle 8:30, con l’idea di arrivare in città ben prima dell’appuntamento, fissato per le 11:00. Ma il treno, carico di passaggeri e collegato a un imprevisto tecnico, si fermò per mezz’ora a causa di un guasto al motore. Con ogni minuto che passava, l’ansia di Marco cresceva. Non avrebbe avuto tempo nemmeno per un taxi ordinato in anticipo. Allora, con il cuore che gli batteva forte, prese il telefono e chiamò il servizio Radio Taxi 24, sperando che qualcuno potesse intervenere in tempo.
La voce del dispatch, calma e professionale, gli rispose subito: «Taxi in partenza, viaggiammo verso il centro di Roma. Driver in arrivo tra cinque minuti». Appena fuori dalla stazione, un furgone argento si fermò con due luci lampeggianti. Il driver, un uomo anziano con un cappello da coperta e un sorriso rassicurante, accesse l’aria condizionata e chiese: «Destinazione?». «Via XX Settembre, vicino al Colosseo», rispose Marco, stringendo il telefono come se potesse aiutarlo a non perdere l’appuntamento. Il taxi partì con decisione, evitando la traffico intenso della città notturna. Marco, immerso in un mix di gratitudine e terrore, tentò di contattare la startup per informarla dell’ritardo, ma il cellulare gli mostrò solo la scritta «chiamata in corso».
Mentre il taxi accelerava, Marco si lasciò andare a un respiro alleviato. Il driver, senza parlare troppo, gli fece notare di avere esperienza con gli appuntamenti importanti: «Ho guidato medici, avvocati, persino un ministro», disse con un sorriso. Quella frase lo rassicurò. Quando finalmente il furgone si fermò davanti al edificio, Marco si strinse le mani, tremante di emozione. Il driver lo aspettò fuori, gli porse una confezione di fiori e gli disse: «In bocca al lupo!». Marco guardò l’orologio: erano le 10:58. Era arrivito due minuti prima dell’appuntamento.
Nel salone dell’azienda, il responsabile del personale, un uomo distante con gli occhi luminosi, lo accolse con un cenno del capo. «Siamo felici che tu sia qui. Abbiamo ricevuto una notizia del vostro ritardo, ma… bene, siamo curiosi di conoscervi meglio». Durante l’interview, Marco non riuscì a tener fisso l’occhio del manager, pensando al miracolo del taxi. All’uscita, scrisse un biglietto per il driver, gli chiese scusa per non poter parlargli di persona e lo lasciò sul parabrezza. Quell’uomo aveva salvato non solo un appuntamento, ma il suo futuro.
Sette mesi dopo, Marco lavorava con soddisfazione nella stessa startup. Ogni volta che doveva affrontare un viaggio urgente, chiamava Radio Taxi 24. Il servizio, con la sua flotta sempre pronta e i driver disponibili 24 ore su 24, era diventato la suaSeconda casa. Un giorno, durante una pausa pranzi, vide il driver anziano nel foyer dell’azienda. Gli scoppiò in infinito gratitudine. «Grazie», disse, «per avermi dato una possibilità». Il vecchio annuì, modesto, e rispose: «Un lavoro ben fatto, un servizio ben fatto. È così che si costruisce il futuro».

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