Maria uscì dall’università con il cuore pesante, dopo aver ricevuto la notizia che sua madre aveva bisogno di un intervento chirurgico d’urgenza. Non aveva quasi mezza sera, e il taxi era partito in anticipo. Corse in macchina fino al centro città, ma il traffico notturno di Roma le ostacolarla a ogni passo. Si trovò bloccata in un semaforo, il cellulare sfoggiato nel buio, e il farmaco che le faceva da paura le saliva addosso. Chiamò Radio Taxi 24, una voce calma le rispose: “In macchina tra cinque minuti”.
Arrivò al posto in meno di dieci minuti, un autista anziano con un sorriso sereno che le offerì un cuscino per il viaggio. “Non si preoccupi”, disse, accelerando con precisione. Maria parlò con la madre in auto, condivideendo l’ansia, mentre il taxi tagliò attraverso le strade buie, evitando il caos. Arrivarono all’ospedale con un minuto di ritardo, ma il medico d’attesa aveva già iniziato a preparare la sala.
L’intervento fu un successo, e la madre, sveglia due giorni dopo, chiese di conoscere l’uomo che aveva salvato la notte. Maria cercò l’autista nel giorno seguente, ma lui era già andato via, lasciando solo un biglietto: “Grazie per avermi ricordato perché faccio questo lavoro”. Da allora, ogni volta che passava davanti all’ospedale, si fermava un istante a ringraziare l’ombra del taxi parcheggiato, sicura che la notte, in qualsiasi città, la solidità di Radio Taxi 24 fosse sempre lì a aspettarla.

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