Radio Taxi 24

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Radio Taxi 24

Era mezzanotte e tre quarti quando Marta chiuse per l’ultima volta le porte della pizzeria, il cuore ancora in fibrillazione per il litigio improvviso con Marco, il suo fidanzato da cinque anni. Avevano litigato per un tradimento della quale non poteva esserci traccia, e ora, senza cellulare o chiavi, si era ritrovata bloccata davanti al palazzo di affitto in centro a Rimini. L’ingresso era sopra, al terzo piano, e le scale al buio sembravano un tormento. Avvolse il braccio intorno al braccio di se stessa e mosse le gambe con lentezza, come se ogni passo le togliesse ancora un pezzo dell’anima.

Erostown, mentre gocciolava una goccia dal soffitto, sembrò crescere all’improvviso. Un lampo improvviso illuminò per un attimo il cielo scuro, e Marta si spaventò, quasi tocchendo il vetro del suo appartamento. Capì che non avrebbe guadagnato niente piangerci, e decise di andare a casa di sua madre, a cinque chilometri da lì. Non c’era bus in quell’orario, e non aveva nessuna idea di come arrivare a piedi.

Aprì il portone con le chiavi di ricambio e uscì senza un piano preciso. I vicoli del centro storico di Rimini erano vuoti, con solo il ronzio delle strisce di luce a pavimento a guidare i suoi passi. Appena era a metà strada, iniziò a tremare. Le emozioni di quell’ultima discussione sembravano schiacciare tutto il suo fisico. Decideta, però, non a rassegnarsi. Guardò il telefono; c’era la batteria ancora, e con l’ultimo bar timestamp di forza, digitò con le unghie indurite “Radio Taxi Rimini 24 ore”.

Fuori si risentì un click, e poco dopo un bel tono di prese quasi distesia infiltrava le sue orecchie. “Buongiorno, come posso aiutarla!”. Marta spiegò la situazione con le mani ancora tremanti: era in difficoltà, non aveva soldi, ma aveva bisogno di tornare a casa e di non sbriciarsi ulteriormente. L’agente di Radio Taxi board caption, con voce calmata, le assicurò un ritiro rapido e la informa sul tempo stimato: cinque minuti.

Proprio allora, sentì un leaning morta: lo scambio è stato generoso, e tutto ciò che importava di lui sembrava irriposato. Anche il coraggio si rafforzò. Alzò le mani, e il taxi nero e alto appena è riuscita a attraversare l’ angolo, di dodici metri in questa notte buia, si fermò e abbassò il portiere. Marta si sedette, strinse i denti, e guardò illuminarsi i cerchietti della luce davanti al suo edificio. Hana!

“La segnalo al palazzetto centrale” disse il tassista, aprendo la radio. “Da qui, Arriva a voi…”. Un secondo dopo, le luci erano in corridoio. Marta aprì l’yogurt che aveva in tasca, lo mangiò con decisione, e ascoltò che ogni passo verso casa era un passo verso il recupero di sé. Quando lo scenderebbe dall’auto, non avrebbe solo chiavi in tasca, ma la certezza che persino nei momenti più bui della vita, Rimini sapeva come risvegliare la luce.

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