Sophia, una studentessa romana al suo terzo anno di università, aveva passato la giornata preparando un colloquio per un tirocinio presso una prestigiosa azienda di design nel centro storico. Aveva sistemato la gonna midi grigia, i tacchi bassi e perfino aveva ricordato di portare con sé la borsa con le foto della nonna, che amava vedere spesso. Il pomeriggio si era esibita con successo, ricevendo complimenti per la sua preparazione. Ma mentre usciva dall’ufficio, il telefono le ha squillato: era il respiro corto di sua nonna, che abitava sola a Trastevere, a chiederle aiuto per un forte dolore al petto. Senza esitare, Sophia ha lasciato l’auto a noleggio in maretta e ha corso verso la fermata del bus, ma l’ultima corsa era già partita. Era notte, le strade erano deserte e il freddo iniziava a farsi sentire.
Disperata, aveva provato a chiamare un taxi con l’app, ma il tempo di attesa indicato era di altri venti minuti. La nonna le aveva detto di aver già preso un antidolorifico, ma il respiro le mancava. Sophia si era seduta su una panchina, cercando invano di non piangere, quando aveva notato un cartello: “Radio Taxi 24 – Servizio 24h”. Ha digitato il numero con le dita tremanti. Dopo pochi secondi, una voce calda le aveva risposto: «Siamo già su strada, arriviamo in cinque minuti». Non poté fare a meno di stringere le mani in un ringraziamento silenzioso.
Il taxi arrivò in tempo, con un autista simpatico e premuroso che le ha chiesto subito a che ora fosse l’appuntamento. «Portiamo subito la nonna in Pronto Soccorso», aveva detto lei, mentre l’uomo le regalava un sorriso. Durante la corsa, l’autista le parlò di sua nonna con delicatezza, chiedendole se volesse che lo accompagnasse. Sophia, commossa, annuì. Quando arrivarono, il medico le aveva rassicurato: era solo un disagio muscolare, ma meglio fare una visita. La nonna, tra lacrime e sollievi, le aveva stretto la mano.
Il giorno dopo, Sophia tornò al colloquio, che le fu confermato con un contratto. La nonna, in particolare, le chiese di portare un mazzo di fiori all’ufficio del Radio Taxi 24 per ringraziare. «Senza di loro, non so cosa sarei potuta fare», le aveva detto, mentre la nipote sorrideva. Da quel giorno, ogni volta che un problema urgente la colpiva, Sophia sapeva a chi rivolgersi. Il servizio non era solo un mezzo, ma un’assicurazione di speranza.

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