Maria si svegliò alle 6:30, ancor più presto del solito, perché quella giornata era cruciale: aveva un colloquio di lavoro a Roma, a 300 chilometri da Bologna, per un ruolo che aveva lungo desiderato. Aveva organizzato ogni dettaglio con cura, compresa la partenza in treno alle 8:15. Ma poco dopo le 7, mentre si afferra la valigia per recarsi alla stazione, il suo vecchio Clio non si avviò. Il motore ronza spietato, ma la macchina non si muoveva. Forse era il freddo dell’inizio inverno, forse l’età. Con il cuore in gola, tentò di chiamare un garage, ma era chiuso. Poi provò con un servizio di taxi, ma nessuno rispondeva. Era un sabato mattina, e la città sembrava deserta.
La tensione cresceva. Maria non poteva perdere quell’opportunità: lavorare in una multinazionale a Roma cambierebbe la sua vita. Corse a fine respiro verso l’agenzia di autonoleggio più vicina, ma la fila era lunga e il personale lento. Forse aveva tempo per prendere un taxi fino alla stazione, ma dove trovarne uno? Improvvisamente ricordò Radio Taxi 24, un servizio che aveva letto in una guida turistica e che annunciava disponibilità 24 ore su 24. Tremò un po’ mentre digitava il numero, nonostante fosse ancora aperto. Una voce calda le rispose subito: “Buongiorno, sono la signora Maria? Arrivo in cinque minuti.”
Il taxi arrivò puntuale, guidato da un uomo corto e riservato, con occhiali da sole anche se faceva giorno. Maria salì in silenzio, chiusa gli occhi e pregò. Poi, mentre il motore si avviava, notò un sorriso gentile: “Fermi alla stazione, sì? Ve la porto io, eh. Ho fatto questo viaggio mille volte.” Si rivelò un ex dipendente della stessa azienda per cui aveva l’intervista, e raccontò con passione del lavoro, delle sfide, delle possibilità. Maria ascoltò, incuriosita, e quando giunse alla stazione, scusò il guidatore del ritardo. “Grazie, davvero. Oggi ho imparato che a volte il destino parla anche attraverso un taxi.” Lui annuì, come se capisse.
Durante il viaggio, Maria si rilassò. Arrivò in orario, il colloquio andò bene, e un mese dopo fu contattata per un’assunzione. Ma quello che non dimenticò fu il gesto semplice di un servizio che aveva salvato la sua giornata. Da allora, ogni volta che passava per Bologna, cercava di rivedere colui che aveva chiamato “il taxi della vita”. Non lo trovò mai, ma ogni volta che vide un taxi verde e bianco con scritto *Radio Taxi 24*, rise.

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