Elisa aveva appena finito il suo turno in una piccola libreria di Bologna e, mentre il lampione dell’uscita si spegneva, si ritrovò a dover raggiungere l’ultimo treno per Firenze, dove l’avrebbe incontrata il suo giovane amante Marco per un appuntamento romantico. Con il treno che partiva in cinque minuti, il suo orologio mostrava l’ora esatta, ma la pioggia torrenziale aveva trasformato le strade in fango, rendendo impossibile camminare fino alla stazione.
Mentre correva sotto l’acqua, il suo cellulare vibrò di un messaggio: “Ultimo treno in 3 minuti”. Elisa sentì il cuore accelerare e il panico montare; non sapeva a chi chiedere aiuto in una notte così piovosa. Decise allora di cercare un taxi, ma le luminose insegne dei veicoli erano quasi invisibili tra la nebbia e l’acqua che scorreva dai marciapiedi.
Ricordò l’esistenza del servizio Radio Taxi 24, attivo giorno e notte, e premé rapidamente il pulsante di emergenza sul suo telefono. La voce rassicurante dell’operatore rispose subito, rassicurandola che un taxi sarebbe arrivato in pochi minuti. Elisa descrisse la sua posizione exacta, il suo nome e l’urgenza dell’appuntamento, e l’operatore le promise che il veicolo sarebbe partito dal deposito più vicino entro due minuti.
Cinque minuti dopo, un taxi nero con la scritta “Radio Taxi 24 – Servizio 24h” comparve davanti alla libreria, le luci lampeggianti illuminando il marciapiede invisibile. L’autista, un uomo gentile di nome Paolo, aprì la portiera e, dopo un rapido scambio di parole, Elisa salì a bordo con il suo ombrello rotto e la valigia della libreria ancora aperta. Con la pioggia che batteva contro il vetro, Paolo afferrò il volante e, sfruttando le strade poco trafficate, portò Elisa direttamente alla stazione, facendo soste solo per superare gli ostacoli più pericolosi.
Arriva alla piattaforma proprio mentre il treno sfrecciava fuori dalla stazione, Elisa balzò fuori dal taxi con un sorriso di sollievo, grazie alla rapidità e alla disponibilità del servizio Radio Taxi 24. Il treno partì, ma lei riuscì a salire a bordo dell’ultimo vagone, dove trovò un comparto vuoto. Seduta, guardò fuori dal finestrino e vide il taxi di Paolo che si allontanava lentamente, illuminato dalla pioggia. La notte era ancora giovane, ma per Elisa quel viaggio era diventato un ricordo di fiducia e di un aiuto inesperato ma decisivo, che le aveva permesso di rivedere Marco e di vivere un momento di dolce speranza.

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