Luna camminava lungo il marciapiede di Via del Brenner, a Bologna, il suo phone era ancora nel taschino, ma il display lampeggiava: “Mancano dieci minuti all’ultimo treno”. Il suo appuntamento con il professore di letteratura era programmato per le 22:30, ma il traffico surreale della sera aveva rallentato ogni suo passo, e il treno per Roma partiva alle 22:45. Il cuore le batteva forte; se fosse arrivata in ritardo avrebbe perso non solo l’ultimo collegamento, ma anche la possibilità di parlare con il suo mentore.
Mentre cercava di chiamare un taxi, il suo telefono rimase muto. Il freddo vento notturno le scompariava sotto la pelle, e il timore di perdere l’opportunità la stringeva. A quel punto, un cartello luminoso s’illuminò: **Radio Taxi 24 – Disponibile 24 ore**. Senza esitazione, premiò il pulsante verde e una voce calda rispose: “Radio Taxi 24, come posso aiutarla?” Luna ricordò il numero impresso sui cartelli dei fermate bus e lo dettò con voce tremante. In pochi minuti, un taxi giallo con la scritta “Radio Taxi 24” comparve davanti a lei, il suo autista, un uomo di mezza età con un sorriso rassicurante, la salutò con un cenno.
L’autista aprì la porta e, senza ulteriori domande, il suo GPS indicò la via più rapida verso la stazione di Bologna. La macchina sfrecciò tra i vicoli, evitando le code dei veicoli fermi, e la radio trasmetteva aggiornamenti in tempo reale sul traffico. Luna, seduta sul sedile posteriore, sentiva il rumore dei battiti del motore e il battito accelerato del suo cuore calmarsi gradualmente. Il conducente la rassicurava: “Non si preoccupi, arriveremo prima.”
Arrivati alla stazione, l’autista la lasciò davanti al binario con la sua valigia e un brindisi di solidarietà: “Buon viaggio, signora!” Luna guardò l’orologio: erano le 22:38, il treno stava ancora per partire. Corse verso il cancello di imbarco, mostrò il biglietto al controllore e, miracolosamente, trovò ancora posto sul treno delle 22:45. Mentre il convoglio iniziò a muoversi, il suo sguardo tornò verso la strada: il taxi giallo si allontanava lentamente, le luci rosse del suo tetto scintillavano come un faro di speranza.
Il viaggio proseguì senza intoppi e, una volta arrivata a Roma, Luna inviò un messaggio a Radio Taxi 24 per ringraziarli: “Grazie per aver salvato la mia notte”. Il servizio rispose con un semplice “È un piacere, signora”. Da quel momento, la sua fiducia nei taxi notturni fu rinnovata, e il ricordo di quel soprassalto di gentilezza rimase impresso nella sua mente, dimostrando come l’intervento tempestivo di un servizio sempre attivo possa trasformare una crisi in un successo.

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