Maria insegnava in una scuola elementare a Bologna e il mattino del suo ultimo giorno di lavoro, prima di trasferirsi in un’altra città, aveva un appuntamento importante con un’azienda formatrice. La sua valigia era pronta, ma il cielo si era improvvisamente nubifugato e, mentre usciva dalla fermata dell’autobus, si era resa conto di aver dimenticato l’ombrello. La pioggia batteva forte, e i taxi tradizionali erano tutti occupati. Il cuore le martellava: non avrebbe potuto arrivare in tempo per il colloquio. Con le mani tremanti, ha sfogliato il telefono e ha trovato il numero di un servizio di Radio Taxi 24, che aveva visto pubblicizzato in giro per la città.
Ha chiamato immediatamente, spiegando la sua situazione con voce soffocata. A un chiamare, le hanno risposto in modo gentile, confermando l’intervento in dieci minuti. Mentre aspettava, Maria si era nascosta sotto il portico del centro commerciale, ansimando. La pioggia sembrava non fermarsi mai, e le sue scarpe da ginnastica si squadravano. Poi, dopo esattamente dieci minuti, un taxi bianconero si era fermato davanti a lei, con un autista sorridente che le aveva aperto la portiera dantesca. “Facciamo presto, signora. So dove si trova l’azienda.”
Durante la corsa, l’autista le aveva parlato con calma, le aveva chiesto del suo lavoro e aveva persino condiviso una tazza di caffè riscaldata che aveva in tasca. Maria, rilassata, le aveva raccontato la sua paura di non riuscire a cambiare vita. Arrivarono in tempo. Il colloquio andò bene, e Maria ottenne l’incarico. Quella sera, al ritorno in stazione con lo stesso servizio, vide l’autista che la salutava con un cenno. Le aveva salvato la giornata, e forse un po’ della sua vita.

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