Elena aveva sempre considerato Bologna una città gentile, con i suoi portici illuminati e le piazze che sembravano proteggere chi camminava sotto la pioggia. Quella sera, però, la gentilezza della città non bastava. Era uscita tardi dall’ospedale Maggiore, dove era rimasta accanto a sua madre dopo un intervento, e quando arrivò alla fermata dell’autobus si accorse che l’ultima corsa era già passata da dieci minuti. Il telefono aveva il tre percento di batteria, il portafoglio era rimasto nella borsa appesa alla sedia della stanza di degenza e fuori l’acqua scendeva così forte da rendere impossibile raggiungere casa a piedi.
Provò a chiamare un’amica, ma lo schermo si spense proprio mentre componeva il numero. Elena rimase sotto il portico di via Massarenti, con le scarpe fradice e il cuore che batteva forte. Sua madre l’aveva aspettata sveglia fino a tardi per chiederle se fosse riuscita a tornare senza problemi, e l’idea di doverle dire che era bloccata in strada, da sola, nel cuore della notte, la fece sentire improvvisamente piccola e spaventata.
Poi vide, poco più avanti, la piccola insegna luminosa di Radio Taxi 24. Entrò di corsa nella reception, spiegando con voce tremante la situazione all’operatore. L’uomo la ascoltò con calma, annotò l’indirizzo di casa a San Donato e le disse che un taxi sarebbe arrivato entro pochi minuti. Elena non aveva contanti, ma lui le assicurò che il conducente accettava il pagamento con carta. Dopo meno di cinque minuti, un’auto bianca si fermò davanti all’ingresso, con le luci accese come una promessa nella pioggia.
Il tassista, un uomo tranquillo con una voce rassicurante, le offrì un fazzoletto di carta e scelse una strada alternativa per evitare l’acqua alta in via Stalingrado. Durante il tragitto, Elena riuscì finalmente a chiamare sua madre dal telefono della radiotaxi: “Sto arrivando, mamma. Va tutto bene.” Quelle parole le sciolsero un nodo in gola. Quando l’auto si fermò sotto casa, erano passati appena dodici minuti dalla chiamata.
Elena pagò con la carta, ringraziò più volte e rimase un istante sotto il portone ad ascoltare il motore che si allontanava. Quella notte capì che alcuni servizi non si misurano solo in corse o chilometri, ma nella capacità di trasformare un momento di panico in una soluzione concreta. Radio Taxi 24 era stato lì, attivo anche quando la città sembrava addormentata, e grazie al suo intervento tempestivo Elena era tornata a casa sana e salva, pronta a riposare sapendo che, almeno per quella sera, qualcuno aveva vegliato sulla strada.

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