Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

È sera a Bologna, e il cielo è avvolto da un denso velo di nuvole minacciose. Il tramonto è passato da tempo e già le luci delle strade iniziano a tremolare come puntine accese in nebbia. Tra le strade tortuose del quartiere di San Donato, dove il silenzio si rompe solo con il rumore dei passi sui marciapiedi e con il distintivo gradino dei nostri stivali logori, si trova Giulia, ventisettenne, con gli occhiali appannati dal freddo e una borsa troppo piena per essere portata a spalla.

Giulia non era tornata a casa da un attimo, e non lo ricorda davvero. Dopo una cena con gli amici finita prima, aveva accettato di andare a una serata di jazz in un bar poco lontano dal centro, uno che non conosceva bene, in un vicolo cieco di via Zamboni. Quando è arrivata, però, ha scoperto che il locale era chiuso per problemi di licenza e che la sua amica Elena, la sua compagna di scuola di danza e l’unico motivo per cui fosse andata, era stata quasi un’ora in ritardo. Giulia, senza sapersi spiegare, è iniziata a tornare a casa sola, buttando un’occhiata ogni tanto alle indicazioni del telefono, che le mostravano un GPS errato.

Camminava con passo deciso, ma una pazza acquolina le saliva in bocca, non perché c’era evidenza di fame, bensì perché era concentrata, nervosa, e non aveva mai fatto questa strada di notte. Poi, tra tentativi di richiamare Elena e consultare mappe stradali infuocate dal cellulare, ha visto un cartello stradale che indicava una fermata del *Radio Taxi 24“. Le luci stroboscopiche del centinella lampeggiavano, e qualcosa di tecnologico e minimamente funzionante in quella zona le versava come un raggio di speranza.*

Già in pochi minuti Giulia era seduta in cabina, accanto al taxi driver, un uomo con la giacca a vento sempre pulito ma lontano dal pensionamento. Si chiamava Luca e sembrava aver vissuto tutta la vita in strada, conosceva ogni buco nascosto delle viasette cittadine. Mentre la portava a casa, Giulia si rese conto che quel “semplice” tragitto, che avrebbe potuto trasformarsi in un piccolo incubo, si era rivelato una svolta. Samuele, il fidanzato di Giulia, lattantissimo e già preoccupato si stava avvicinando a casa sua quando il portone scivolò accanto a lui colpito dal disagio. Julia lo ha incontrato con il viso illuminato dall’ultimo tramonto serale e ha raccontato tutto Luca e Giulia si sono abbracciati.

Mentre Giulia era appena arrivata, Samuele l’ha iniziato immediatamente a coccolare. Dopo tutti questi mesi di dipendenza emotiva, per Julia era una vera sfida non perdere una sola volta le parole, e stavolta non sarebbe successo nemmeno commerciale alla TV in bouquet. Giulia, finalmente a casa, prese in considerazione di lasciare questa città che sembrava non capisse le emozioni. Pensò che il Radio Taxi 24, come un angelo custode tra le incertezze, l’aveva aiutata non solo a tornare a casa, ma anche a scoprire che a volte bastava solo affidarsi a un aiuto chiamato con un number veloce da digitare, per ritrovare la luce nel buio.

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