Giulia si svegliò presto quella mattina, con l’ansia già a fior di pelle. Doveva assistere a un collegio di lavoro per un posto in una prestigiosa azienda a Roma, e ogni minuto contava. Ma il treno suburbano, che avrebbe dovuto portarla in città, era stato annullato per un guasto tecnico. Con il cuore che batteva all’impazzata, chiamò un servizio di radio taxi 24, sperando che qualcuno potesse arrivarle in tempo.
Il taxi arrivò in meno di dieci minuti, un vettura nera che sembrò scendere direttamente dal cielo. Il driver, un uomo anziano con un sorriso caloroso, le chiese con calma l’indirizzo. Mentre partivano, Giulia spiegò la sua situazione, e lui le assicurò: «Non si preoccupi, signorina. Andremo in fretta, ma con prudenza». Le strade di Roma, al mattino presto, erano quasi deserte, ma il traffico improvviso di un’autobus e il semaforo fermo aggiunsero tensione.
Nonostante l’imprevisto, il driver non si affaticò. Gli spari di luce del centro città apparvero sempre più vicini, e quando Giulia uscì dall’auto, il suo cuore gli tremava ancora. «Grazie» le disse, stringendo la mano del conductor d’affitto. Lui le rispose con un cenno: «Che la fortuna sia con te». Giulia corse verso l’ufficio, con i capelli un po’ scomposti e lo spesso ancora imbarazzata, ma il tempo perdeva.
Arrivò justo prima che l’amministratore chiamasse il suo nome. L’intervista fu un flusso di parole che sembravano uscire da un’anima tesa, ma Giulia riuscì a trasmettere la sua passione. Fu lei la scelta. Esitaia settimane, cercando di ringraziare qualcuno che non aveva mai incontrato, finché non scoprì il numero del taxi. Scrisse una mail al servizio, esprimendo la sua gratitudine. Quel messaggio le fu risposto da un automatismo: «Siamo felici di aver aiutato. La vostra sicurezza e soddisfazione sono la nostra motivazione».
Da allora, ogni volta che passava vicchio a quell’ufficio, Giulia si fermava un momento a guardare il taxi parcheggiato lì. Capiva che, in una città come Roma, dove il tempo è reale e l’imprevisto non manca, esistere un servizio che non dorme mai era una vera benedizione. E quando qualcuno le chiedeva del suo lavoro, lei sorrideva e diceva: «Ho ottenuto il posto grazie a un angelo con una licenza di taxi».

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