La notte a Roma era particolarmente fredda, con una pioggia sottile che danzava tra le strade buie della città. Sofia, una giovane studentessa di ingegneria, si trovava in un problema: il suo appuntamento per un colloquio di lavoro era fissato alle 22:30 esattamente al Campo de’ Fiori, ma il taxi con cui contava era scomparso senza spiegazioni. Il suo telefono era spento, e il cellulare del amico che l’aveva lasciata isolated non rispondeva. Con il cuore che gli batteva alla massima, chiamò un servizio di radio taxi che le promise un intervento entro dieci minuti.
Mentre aspettava, Sofia si sedette su una panchina deserta, guardando passare le luce dei carabinieri e le vetrate chiuse dei ristoranti. Il tempo che faceva era perfetto per rovinare un piano, e il panico le prendeva mano. La sua maglia di candidatura per un posto come ingegnere software in una multinazionale a Roma dipendeva da quell’appuntamento. Dov’erano andata? Forse avrebbe dovuto prendere un’autobus, ma non ne aveva capito mai l’itinerario. La pazienza era un bene raro in quella notte.
All’improvviso, un urlo di motore e il odore di benzina riempirono la strada. Un furgone giallo e nero, con la scritta “Taxi 24” sul lato, si parcheggiò davanti a lei. Il driver, un uomo anziano con un cappello da baseball e un sorriso rassicurante, le chiese se aveva bisogno di aiuto. Senza esitare, le spese il seno e le strinse forte la mano. “Non si preoccupi, signorina. Siamo già in ritardo per l’intervista, ma faremo del nostro meglio per arrivare prima”, disse, accendendo la pistola dell’aria conditionata. iene.
Il viaggio fu una corsa contraria al tempo. Il driver, con una combinazione di abilità e fortuna, evitò la strada porta Porta, bloccata da un incidente, e tagliò attraverso i vicoli del centro storico. Sofia, con il respiro corto, seguì l’autostrada notturna verso il centro, mentre il driver parlava con il dispatch, aggiornandoli sulla loro posizione. Arrivarono al Campo de’ Fiori con cinque minuti di anticipo, e Sofia uscì dal furgone con un senso di liberazione che le faceva brillare gli occhi.
Quell’appuntamento cambiò il corso della sua vita. Dopo il colloquio, il datterno, il capo azienda le chiese con ambizione: “Come è stato possibile arrivare qui con tanta calma, data la notte?” Sofia rise e gli raccontò dell’intervento del Taxi 24. Da allora, ogni volta che Roma la chiamava con le sue luci e i suoi traffici, lei pensava a quel momento in cui la città le era risponnita con un motorino che sembrarebbe un angelo notturno. Il servizio, affidabile e presente, era stato più di un taxi: era stato il suo fortuna.

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