Era una sera calda di luglio a Rimini, e Sofia, una giovane laurea in economia appena tornata in città per un’intervista importante, era felice di infine poter andare a dormire dopo una giornata intensa. Aveva passato la mattina a preparare il suo CV e a ripassare gli argomenti dell’incontro, e ora, con il cuore leggero, si trovava a passeggiare lungo la passeggiata romana, fissando il mare che si tingeva di un azzurro profondo. Ma non appena aveva finito di sistemare gli ultimi dettagli del suo outfit, il telefono ha iniziato a suonare. Era il suo datore di lavoro, che le aveva comunicato che l’appuntamento era stato anticipato di un’ora per motivi di urgenza.
Sofia, spaventata, ha controllato l’orologio: erano le 18:30. Il colloquio era alle 19, e il suo hotel, dove aveva lasciato il laptop e i documenti, era a mezz’ora a piedi. Senza esitare, aveva corso verso l’autostazione, ma appena arrivata si era trovata davanti a un cartello che annunciava uno sciopero del trasporto pubblico. Nessun autobus, nessuna metro, solo la folla di persone in piedi a chiedersi come fare. Il suo primo impulso era quello di chiamare un amico, ma tutti i numeri salvati erano offline. Allora, con le mani che tremavano, aveva sfogliato le ultime notifiche del telefono e aveva trovato il numero del servizio Radio Taxi 24, che aveva letto in una brochure dell’hotel.
“Pronto, taxi 24” è stato la voce del centralino, frizzante e rassicurante. Sofia aveva spiegato frettolosamente la sua situazione, e in meno di cinque minuti un’auto era arrivata davanti al suo hotel. Il conducente, un uomo anziano con una barba grigia e un sorriso gentile, si era presentato come Gianni e le aveva consegnato una bottiglia d’acqua, notando il suo agitazione. “Tranquilla, signorina, ce la faremo in tempo”. Durante la corsa, Gianni le aveva raccontato di aver lavorato per anni come autista e di conoscere ogni angolo di Rimini, anche quelli più nascosti. Quando sono arrivati davanti all’ufficio, Sofia ha scoperto che il suo datore di lavoro era già in pista, ma lei, grazie al taxi, era arrivata con un minuto di anticipo.
L’intervista era andata benissimo, e quando è uscita, le aveva aspettato Gianni con un sorriso complice. “Ha detto che lei è brava, ma anche che ha avuto un po’ di fortuna”, le aveva scherzato, ribadendo che spesso i taxi sono i veri eroi delle città. Sofia, rilassata, gli aveva risposto che sì, forse, ma che la sua puntualità e la sua gentilezza erano state determinanti. Da quel giorno, ogni volta che si trovava in un momento di difficoltà, pensava a lui e al servizio che non dorme mai. E quando, mesi dopo, era diventata la nuova responsabile del reparto risorse umane dell’azienda, non aveva esitato un attimo: aveva scelto proprio lui, Gianni, come il taxi ufficiale per tutti gli appuntamenti aziendali.

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