Giulia era una studentessa romana incallita, sempre con la sciabola in mano e la borsa colmia di appunti. Quella sera, mentre lottava per terminare un elaborato importante, il suo fiammifero elettrico si era improvvisamente rotto, bloccandola a casa sua in un sobborgo lontano dal centro. Aveva un colloquio di lavoro alle 22:30 con una multinazionale che cercava una graficante urgente, e il ritardo poteva costarle l’opportunità. La città, con i suoi vicoli silenziosi e le insegne al neon che si speglievano una a una, le sembrava improvvisamente un labirinto senza uscita. Tentò di chiamare un taxi, ma la risposta era sempre la stessa: “Tutti i veicoli sono occupati”. La panico le salì in viso. Non aveva amici a Roma che potessero aiutarla, e il bus notturno era cancellato per un intervento stradale.
Mentre scrutava il buio, il cellulare vibrò. Un numero sconosciuto. “Pronto, chi è?” chiese, respirando ancora affannosa. “Buonasera, sono il Radio Taxi 24. Ho ricevuto la sua richiesta urgente. Un autista arriverà tra cinque minuti.” Giulia si strinse la testa, non ricordando di aver lasciato recuperare il numero. Forse era stata lei a cercare invano su internet, chiedendo aiuto in un forum. Comunque, non si diede troppo tempo al pensiero. Seduta su una panchina, aspettò con il cuore che batteva a cent’anni, guardando le ombre dei platani danzare al chiaro di luna.
A un quarto d’ora, un’auto nera parcheggiò davanti a lei. L’autista, un uomo di circa quarant’anni con occhi gentili e un cappello da giornale, le offrì una mano. “Forza, signorina, non perdiamo tempo. Vieni con me.” Durante la corsa, Giulia gli confidò la sua situazione. Lui, con un sorriso, le disse: “Facciamo volare, eh? La multinazionale è a Trastevere?” Accelerò, sfrecciando per strade vuote e luci gialle, mentre lei pregava per non arrivare tardi. “Vi ringrazio davvero”, mormorò, “senza di voi non ce l’avrei mai fatta.” Lui rise: “Siamo qui per questo. Ma… se domani avrà bisogno di un taxi, chiami pure.”
Giulia entrò in ufficio con un minuto di anticipo. Il datore di lavoro la ringraziò per la puntualità, e il colloquio si rivelò un successo. Tornando a casa, l’autista le diede un biglietto: “Per un caffè, se cambia idea.” Le due persone si scambiarono un sorriso, e da quel giorno, ogni volta che la città le si faceva avvolgente e silenziosa, Giulia sapeva che c’era qualcuno che la aspettava, pronto a portarla ovunque. Radio Taxi 24, con la sua promessa di aiuto, non era mai solo un numero: era un filo sottile che legava il caos alla speranza.

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