Chiara era appena tornata da un meeting importante a Roma. L’ultima riunione del suo progetto clandestino — un software rivoluzionario per la lotta agli sprechi alimentari — si era svolta ore prima, e lei aveva cliccato allaMVP sul sito dell’azienda finanziatrice. Ora, fisicamente esausta e con le mani ancora sporche di tazza di caffè freddo, si era svegliata per accorgersi che il portatile non si accendeva. Tentò di riavviarlo, di collegarlo, di insistere, ma senza successo. Il cuore le stava martellando all’orecchio. La demo doveva essere presentata in un’ora e mezza, al nuovo manager locale che era il punto di arrivo della sua carriera.
Mentre cercava di diagnosticare il problema al computer, il telefono squillò. Il subapp sul cellulare mostrava un’ora limitata per richiamare: la demo online scaderebbe tra poco più di un’ora. Chiara achieved a desperate breath, abbracciando il laptop baffuto e si sdraiò sul divano. I ricordi della notte precedente, tra sushi e codice, tornavano surfando come onde. La testa voltò a sinistra: la strada fuori era priva di auto. In quel momento, un messaggio

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