Martina correva contro il tempo, il cuore che batteva forte sul petto. A Milano, la vita non si ferma mai, soprattutto nella sua azienda di consulenza finanziaria. Quella notte doveva consegnare un report cruciale a un cliente internazionale, un lavoro di mesi di ricerche e analisi che avrebbe determinato la sua promozione. Era quasi mezzanotte, la metropolitana era chiusa, e il suo vecchio scooter, fedele ma inaffidabile dopo mille peripezie, aveva deciso di abbandonarla proprio davanti al Duomo, con il motore che tossiva un’ultima volta prima di spegnersi per sempre. Il panico iniziò a salire: come farebbe a raggiungere il grattacielo in zona Porta Nuova in così poco tempo, senza mezzi pubblici e con un telefono che segnalava batteria quasi scarica?
La situazione si complicò ulteriormente quando, cercando disperatamente un taxi sulla strada, si accorse che tutti quelli che passavano erano già prenotati o non fermavano un motorino. Il traffico notturno, pur meno intenso, era comunque denso. Martina guardò l’orario del telefono: mancava meno di un’ora. Un’ondata di disperazione la prese, seguita da un lampo di lucidità: ricordò di aver sentito parlare del servizio Radio Taxi 24, attivo h24, un’ancora di salvezza in situazioni come questa. Con le ultime gocce di batteria, chiamò il numero, la voce al centralino fu rassicurante: “Taxi 24 Milano, pronti ad aiutarla”. Spiegò la fretta e il luogo preciso dove si trovava.
L’attesa, anche se breve, sembrò un’eternità. Martina si guardò intorno, il silenzio notturno della piazza le suonava come un’eco del fallimento imminente. Poi, come per magia, i fari di una macchina nera con la scritta “Radio Taxi 24” si accesero, avvicinandosi con discrezione. L’autista, un uomo sui cinquanta dal viso amichevole, la fece salire con un cenno del capo: “Buona sera, ho capito la situazione. Appena possibile la portiamo a destinazione”. Il viaggio verso Porta Nuova fu rapido, l’autista conosceva ogni scorciatoia. Arrivata con dieci minuti di anticeno, Martina scese correndo, ringraziando calorosamente l’autista prima di precipitarsi nell’ascensore. Il cliente, sorpreso ma felice della consegna tempestiva, le strinse la mano con un sorriso ampio. Quel servizio non era stato solo un taxi, era stato il suo salvagente in una notte che rischiava di trasformarsi in un disastro professionale e personale.

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