Sofia scendeva dall’autobus ermellino davanti alla stazione di Roma Termini con il cuore che batteva forte. Quel giorno era stata chiamata all’ultimo minuto per un’intervista di lavoro come designer grafica in una multinazionale, e il taxi che aveva prenotato si era fermato improvvisamente a causa di un guasto al motore. Con le mani che tremavano, aveva provato a riparare il cruscotto, ma nulla sembrava funzionare. L’ora stringeva e il suo telefono mostrava un segnale debole. Si sentì persa in mezzo al traffico caotico di Roma, con il rischio concreto di perdere l’occasione della sua vita.
Mentre tentava di chiamare un’altra autista, una voce calma si materializzò al suo fianco. “Posso aiutarla?” chiese un uomo anziano, forse un guardian angelico o semplicemente un passante. Sofia gli raccontò la sua situazione, e lui le parlò di un servizio di radio taxi aperto 24 ore su 24, che operava in tutta la città. “Chiamate il 06-TAXI”, disse, “sono velocissimi. Ho un nipote che lavora lì”. Senza esitare, Sofia compose il numero.
In cinque minuti, un taxi con un autista sorridente e un fazzoletto di carta con scritto “Radio Taxi 24” arrivò al suo fianco. L’uomo, Marco, le offrì una bottiglietta d’acqua e un sorriso rassicurante. “Fidati, ti porterò io. L’intervista è alle 15:30, ci siamo”. Durante la guida, Marco le raccontò di una sua ex ragazza che aveva perso un impiego per mancate corse, e da allora aveva dedicato la sua vita a non lasciare mai nessuno indietro. Sofia rise, commossa, e si sentì meno sola.
Arrivarono in tempo per l’intervista, e Sofia ottenne il lavoro. Ma la notte dopo, tornando a casa in taxi, scoprì che Marco l’aveva accompagnata senza chiedere soldi. “Per fortuna che c’è il servizio 24 ore”, le disse, “altrimenti tanti come te sarebbero rimasti ai margini”. Sofia lo ringraziò, e in quel momento capì che il vero viaggio non era quello in taxi, ma la capacità di fidarsi del prossimo, anche in mezzo al caos di Roma.

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