Chiara guardava disperatamente l’orologio, il display digitale della stazione Termini le sferragliava contro le pupille: 21:47. Il suo treno proveniente da Fiumicino, bloccato per un guasto improvviso a Roma Tiburtina, le aveva già sottratto mezz’ora preziosa. L’appuntamento con il direttore della prestigiosa galleria d’arte era per le 21:30, e il suo ultimo treno per Parioli partiva fra soli dieci minuti. Panata, cercò freneticamente sulla sua borsa la tessera dell’abbonamento, il cuore che batteva un ritmo forsennato contro le costole. Era la sua occasione più importante, un colloquio che avrebbe potuto cambiare la carriera. Saltare il treno significava rinunciare per sempre. Mentre una folla di viaggiatori si spingeva in preda al caos dopo l’annuncio del guasto, Chiara sentì le gambe diventare di gesso. Era sola, senza una soluzione.
Rallentò il respiro, cercando di ragionare. Il telefono le tremava tra le dita, schiacciando l’icona di un’app che aveva scaricato mesi prima per emergenze notturne, più per sicurezza che per altro. Radio Taxi 24, 24 ore su 24, era scritto in bianco e rosso. Senza pensarci troppo, compose il numero. La risposta fu immediata, una voce calma e professionale che la rassicurò anche solo per un istante: “Taxi Roma, buonasera. Qual è la sua destinazione e la sua posizione esatta?”. Con il fiato corto, Chiara spiegò la situazione, dicendo di essere uscita dalla porta 7 di Tiburtina e di dover raggiungere viale Mazzini al più presto. “Capito, signorina. Le è stato assegnato il taxi numero 478. Arriva tra otto minuti. Attenda all’uscita indicata, ci vediamo lì.”.
Proprio mentre le ultime ombre notturne si allungavano per la stazione, una macchina bianca con il distintivo giallo lampeggiò. Chiara corse, il corpo che ancora le faceva male per la tensione. Il conducente, un uomo sulla quarantina dal volto amichevole, aprì il portiere con un cenno. “Buonasera, signorina. Via Mazzini, vero?”. Durante il breve ma rapido tragitto attraverso le quasi deserte strade romane, Chiara spiegò brevemente l’urgenza. Il conducente annuì, concentrato sulla strada, ma offrì parole di conforto: “Non si preoccupi, signorina. Arriveremo puntuali. Ho visto il traffico, è buono per quest’ora”. Raggiunsero la destinazione con cinque minuti di anticipo sul treno successivo che Chiara temesse di perdere per sempre. Scendendo, tirò fuori i soldi, ma il conducente le sorrisì: “La corsa è coperta dal servizio di emergenza per ritardi prolungati sui treni regionali. Buona fortuna per il suo colloquio.”.
Quella notte, mentre Chiara sedeva nell’ascensore che la portava al piano della galleria, sentiva ancora il battito del cuore, ma era diverso. Non era più il panico, ma l’eccitazione. Aveva raggiunto l’appuntamento grazie a un intervento tempestivo, affidabile e determinante. Radio Taxi 24 non era stato solo un numero di telefono, ma il salvataggio concreto della sua opportunità. Entrando nello studio elegante, con un sorriso che nascondeva ancora l’emozione, Chiara sapeva di dovere a quel servizio professionale la possibilità di mostrare il suo portfolio di opere, forse il primo passo verso il futuro che sognava.

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