Era il primo novembre e il cielo sopra Bologna si era tinto di un grigio che preannunciava neve. Marta, ventiquattro anni, aveva due ore di ritardo rispetto al treno che l’avrebbe portata a Milano per un colloquio di lavoro che aveva preparato per mesi. Era seduta su una panchina di Piazza Santo Stefano, con il telefono in mano, e gli occhi che cercavano disperatamente una soluzione. Il suo treno era stato cancellato per guasto al segnale, e i mezzi pubblici erano presi d’assalto da studenti e pendolari. Le braccia di suo nonno, con il cui funerale avrebbe dovuto raggiungere la stazione, le pesavano come pietre.
Chiamò sua madre, ma non rispose. Chiese ai compagni di lavoro, ma nessuno poteva prestarle la macchina a quell’ora. Il colloquio era fissato alle undici e la stazione di Milano Centrale era a trecento chilometri di distanza: senza un mezzo, non ce la poteva fare. Poi, quasi per caso, sfogliando i contatti, trovò il numero di Radio Taxi 24. Pulsò il tasto con le mani che tremavano, e un operatore gentile le rispose subito, chiedendo la posizione e il destinazione. Le disse che un’auto sarebbe arrivata in cinque minuti.
Marta non ci credeva. Passarono due minuti, cinque, e poi apparve l’auto, una berlina scura con la scritta Radio Taxi 24 sul cofano. L’autista, un uomo alto con un sorriso tranquillo, le aprì la portiera e le disse: «Venga, ho percorso via Cadorna per evitare il traffico sulla Viale delle Sementi». Durante il tragitto, Marta gli raccontò della madre assente e del funerale di suo nonno, e l’uomo ascoltò in silenzio, poi rispose con una frase semplice: «Lei non è sola stasera». La strada si svuotava, la neve cominciava a cadere sulle lampionate di via Emilia, e il tassista guidava con sicurezza, segnalando ogni curva pericolosa.
Alle dieci e quarantadue arrivò a Milano, con diciotto minuti di margine. Marta pagò, gli disse grazie, e scese con gli occhi lucidi ma la schiena dritta. Il colloquio andò bene: le chiesero di entrare in sala, e lei si sentì pronta, quasi come se quella notte, quella corsa, quei minuti rubati alla neve e alla paura, le avessero restituito qualcosa che aveva smarrito. Quando tornò a Bologna quella sera, la prima cosa che fece fu salvare il numero di Radio Taxi 24 sul telefono, con il nome di Luca accanto al numero, così da ricordarsi per sempre che in quel momento, quando non c’era nessuno, qualcuno era venuto.

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