Sofia inciampò sul marciapiede buio di Via del Corso, a Roma, mentre cercava di raggiungere l’ultima metropolitana della sera. Le mani le tremavano, la testa le oscillava come un albero in tempesta: aveva un forte dolore al petto, un sudore freddo che inumidiva i capelli e un brivido che non era dovuto al vento dellinverno. Si era appena svegliata da un sonno agitato in camera d’albergo, dopo una giornata di studio incessante per l’esame di laurea, e ora si chiedeva se avesse fatto male a rifiutare l’invito a cena di Marco, suo amico d’infanzia, preferendo rimanere a leggere. Ma l’agita crescente le impediva persino di alzare lo sguardo.
Con un ultimo sforzo, si aggrappò a un lampione e tirò fuori il cellulare, ormai al 3% di batteria. Digitò il numero di emergenza di Radio Taxi 24, un servizio che aveva notato in giro per la città con la scritta luminosa: “24 ore su 24, ovunque tu sia”. La voce calma dell’operatrice gli diede subito coordinate, e appena posò il ricevitore, vide arrivare un’automobile bianca con il cartello blu. Il conducente, un uomo anziano con occhi gentili, le chiese se stesse bene e se volesse essere accompagnata in ospedale. Sofia annuì, emettendo un suono simile a un singhiozzo.
Durante la corsa, il tassista le parlò con delicatezza, le chiedendo se avesse qualcosa in testa o se fosse solo stanchezza. Lei gli confessò di aver studiato troppo, di aver perso la speranza di passare l’esame e di aver rifiutato l’aiuto di Marco, che ora non riusciva a contattare. Lui sorrise e le disse: “A volte la salvezza arriva anche da una telefonata casuale”. Quando arrivarono al pronto soccorso, Sofia fu subito seguita da un medico, che le diagnosticò un attacco di panico. Il tassista, prima di allontanarsi, le porse un biglietto con un messaggio: “Non mollare mai. Il futuro è tuo”.
Tre giorni dopo, Sofia tornò a Roma, questa volta per festeggiare la laurea. Marco l’aspettava all’angolo di Via del Corso, con un fiore e un sorriso complice. Lei lo abbracciò forte, ringraziando lui e il servizio di taxi che aveva salvato la sua serata. “Non lo dimenticherò mai”, disse, “quando tutto sembrava perso, Radio Taxi 24 è arrivato. E non solo mi ha portato in ospedale: mi ha ricordato che non si è mai davvero soli”.

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