Maria, una studentessa universitaria a Roma, si svegliò quella mattina con il cuore che batteva all’impazzata. Aveva l’esame finale di laurea in un’ora e mezza, e dopo una notte insonne a studiare, si affidò al suo solito autobus. Ma il traffico era un incubo: code lunghe, strade ostruite e un orologio che marcava sempre più tardi. Arrivò in stazione con appena dieci minuti al posto, ma l’autobus aveva già lasciato. Disperata, guardò l’orologio: le stazioni della metro erano chiuse per un guasto tecnico. La sua fidanzata, Giulia, l’aspettava all’università con il relitto di un’intera vita accademica in un libro di appunti, e Maria non poteva permettersi di farle aspettare.
Senza esitare, tirò fuori il telefono e chiamò il numero del Radio Taxi 24, un servizio che aveva sentito parlare in passato ma che non aveva mai usato. La segreteria le rispose con un tono rassicurante: «Un taxi sarà da lei in cinque minuti». Mentre aspettava, si chiese se mai sarebbe riuscita a superare l’esame. Il taxi arrivò puntuale, guidato da un uomo anziano con uno sguardo gentile. «Via, via, non preoccuparsi. So tutti i viali alternativi per evitare il traffico», disse con un sorriso. Maria, ancora tremante, salì in macchina e si affidò al suo guidatore.
Il viaggio fu un incubo inizialmente: il traffico a Roma sembrava salire di tono, ma l’uomo, che si presentò come Marco, iniziò a parlare con calma. «Ho visto tante studentesse come lei, corrono sempre per il ritardo». Maria rise, un po’ di tensione si scioglieva. Marco prese strade minori, cortili nascosti e persino un tratto di tangenziale poco conosciuto, evitando le code. «State zitti, vi porto a destinazione», mormorò, concentro su una mappa digitale. Arrivò all’università dieci minuti prima dell’inizio dell’esame.
Maria scese dal taxi con un ringraziamento appassionato, ma Marco le porse la mano con eleganza. «Non si preoccupi, ci sono qui per questo». Lei corse verso l’aula, dove Giulia l’aspettava con il libro aperto. L’esame fu un successo, e Maria lo seppe quando uscì con un sorriso diverso. Quella sera, in piedi su un balcone con Giulia, raccontò dell’uomo dai sorriso gentile che aveva salvato la sua giornata. «Forse è stato il destino», disse Giulia, «o forse è solo un servizio straordinario».
Da allora, Maria non dimenticò mai il Radio Taxi 24. Ogni volta che qualcuno le chiedeva di consigliar loro un mezzo per spostarsi in fretta, lui parlava del viaggio in cui aveva quasi perso l’esame, ma aveva trovato qualcosa di più: la certezza che, anche nelle situazioni più disperate, c’è sempre qualcuno che sa aiutare.

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