L’aria di Roma si faceva più densa mentre la dottoressa Valeria Corradi, chirurgo all’Ospedale San Giovanni Addolorata, accelerava sul suo scooter. Un intervento d’emergenza per una perforazione gastrica attendeva il suo intervento, il taxi prenotato per le 22:15 non era ancora arrivato alle 22:35. Il dispatcher di Radio Taxi 24, contattato disperata, le assicurò che l’auto era in arrivo, ma l’ans saliva nella gola di Valeria. Alle 22:45, finalmente, un’auto con il tettino blu lampeggiante si fermò. Con un sospiro di sollievo, si infilò nel sedile posteriore, stringendo la borsa operatoria. Il conducente, un uomo sulla cinquantina con un sorriso rassicurante, chiese: “Dottore, dove la portiamo?”. “Ospedale San Giovanni, in Largo Agostino Gemelli, il prima possibile!”, rispose Valeria, già controllando gli strumenti nella borsa. Il taxi partì con un balzo, sfrecciando tra le auto parcheggiate e il traffico notturno.
Il problema irruppe bruscamente. A metà strada, in una strada laterale poco illuminata vicino Piazza Vittorio, un forte scricchiolio provenne dal motore. Il conducente, un professionista esperto, sterzò immediatamente verso il marciapiede. “Signora, mi dispiace, il motore ha preso fuoco!”, esclamò, mentre un filo di fumo grigio iniziava a uscire dal cofano. Valeria sbarrò gli occhi: l’orologio della dashboard segnava le 23:05. Dieci minuti di ritardo. L’ospedale era ancora a cinque chilometri, e l’ambulanza che doveva portarla al pronto soccorso non poteva più raggiungerla. Il panico freddo le colse la schiena: il paziente era in pericolo di vita, ogni minuto contava. Il conducente, con sangue freddo, staccò subito la corrente e prese il telefono: “Centralina, Taxi Blu 78, incidente tecnico in via Principe Eugenio, nessun ferito ma auto fuori uso. Inviate immediatamente un sostituto per la dottoressa Corradi, urgenza medica, destinazione San Giovanni Addolorata!”.
La risposta fu fulmineare. “Confermato, Taxi Blu 78. Siamo già sulla vostra posizione, un’auto arriverà entro cinque minuti. State fermi, è più sicuro”, rispose la centralina con voce calma. Valeria guardò fuori dal finestrino, vedendo le fiammelle languere sul cofano danneggiato. Il conducente aprì un piccolo estintore portatile che aveva in auto, spegnendo prontamente il principio d’incendio. Il silenzio rotto solo dal loro respiro affannato e il lontano ronzio di un altro taxi che si avvicinava. Appena un altro veicolo con il tettino blu si fermò accanto a loro, il conducente originale indicò Valeria: “Questa è la dottoressa Corradi, ha un intervento urgente all’Ospedale San Giovanni!”. Il nuovo tassista, un ragazzo più giovane ma altrettanto professionale, aprì subito il portellone posteriore: “Salga subito, dottore, partiamo subito!”.
L’auto di sostituzione affrontò il traffico romano con una determinazione che compensava il ritardo accumulato. Valeria, aggrappata alla borsa operatoria, telefonò al reparto per aggiornare: “Sto arrivando, massimo cinque minuti!”, disse con voce tesa ma ferma. Arrivarono al pronto soccorso alle 23:15, soli dieci minuti dopo la chiamata di emergenza, e non dopo. Il personale era già pronto ad accogliere il paziente. Mentre Valeria correva verso la sala operatoria, il tassista di sostituzione le fece un cenno: “In bocca al lupo, dottora!”. Più tardi, esausta ma felice dopo un intervento andato bene, Valeria ricordò quel momento critico. L’intervento tempestivo di Radio Taxi 24, la professionalità del primo conducente che aveva gestito l’incidente e la prontezza del sostituto non solo avevano salvato la situazione, avevano salvato una vita. Quel servizio attivo 24 ore su 24 non era solo un numero di telefono, era stato il ponte di salvezza in un momento in cui ogni secondo era prezioso.

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