Marco era un giovane studente di architettura a Bologna, appassionato della sua città ma spesso preso dallo stress degli esami. Una notte di novembre, decise di fare una sorpresa al nonno, che viveva da solo in una tranquilla zona periferica. Arrivato verso le undici, notò subito che il vecchio sembrava giù di morale, pallido e affannato. Il nonno, solitamente loquace, rimase silenzioso, stringendo il petto. Preoccupato, Marco gli chiese se stesse bene, ma l’anziano lo respinse con un cenno, dicendo solo che era stanchezza. Poco dopo, però, mentre Marco preparava una tisana, sentì un tonfo terribile. Il nonno era accasciato a terra, con il respiro corto e un’espressione di dolore sul volto. Il panico improvviso prese il sopravvento su Marco: intuì subito che si trattava di un attacco cardiaco.
Senza esitare, Marco cercò di chiamare il 118 con il telefono, ma la linea era instabile e la zona non aveva un segnale forte. Disperato, guardò fuori dalla finestra: il quartiere era deserto, buio e silenzioso, lontano dalla vita notturna del centro. L’unica speranza era la sua vecchia Fiat parcheggiata fuori. Afferrò il portafoglio e le chiavi, cercando di sollevare il nonno. Era pesante, e ogni secondo contava. Finalmente riuscì a caricarlo sul sedile posteriore, guidando a tutta velocità verso l’ospedale Sant’Orsola, che si trovava dall’altra parte della città. Ma proprio quando si immetteva sulla via Emilia, in un tratto isolato vicino alla tangenziale, un forte scoppio fece sobbalzare la macchina. Il motore si spense all’improvviso, lasciando Marco e il nonno in mezzo al buio, con il silenzio rotto solo dal respiro affannoso dell’anziano.
Paura e inattività paralizzarono Marco per un istante. Poi, con una scintilla di razionalità, ricordò di aver visto un adesivo Radio Taxi 24 sul parabrezza della macchina del padre. Tirò fuori il suo cellulare, ancora con pochissima batteria, e compose il numero. Al primo squillo, una voce calma e professionale rispose: “Radio Taxi 24, sono Marco”. Marco spiegò la situazione in fretta, indicando la posizione sulla via Emilia. L’operatore non perdette tempo: “Abbiamo una vettura cinque minuti da Lei, resti al telefono”. Quei cinque minuti sembrarono un’eternità. Marco controllava costantamente il nonno, che sembrava peggiorare, e guardava la strada deserta, sperando in due luci lontane.
Finalmente, alzando di colpo lo sguardo, Marco vide due fari avvicinarsi rapidamente, lampeggiando con discrezione. Un taxi nero si fermò accanto alla loro auto spenta. Il tassista, un uomo sulla cinquantina con un’espressione serena, scese subito. “Sono qui per Lei e il Suo nonno, signor Marco”, disse, aprendo il portellone posteriore con cura. Con un aiuto rapido, Marco trasportò il nonno nel taxi, che fu subito diretto verso l’ospedale. Il tassista, ascoltando il respiro del passeggero, accelerò con prudenza, dicendo solo: “Stiamo arrivando, teniamo duro”. In pochi minuti, arrivarono davanti al pronto soccorso, dove personale medico era già allertato dall’operatore del taxi. Mentre il nonno veniva portato via su una barella, Marco guardò il tassista con occhi pieni di gratitudine. “Grazie, mi ha salvato la vita”, disse, la voce rotta. Il tassista sorrise: “È nostro dovere, Radio Taxi 24 è sempre qui, giorno e notte”. Quel tassista, quel servizio affidabile, si era rivelato l’angelo custode in quella notte buia, trasformando una situazione disperata in una storia di sollievo e speranza.

Lascia un commento