Marco afferrò nervosamente lo smartphone, controllando ancora una volta l’orario: sette e cinquanta. Appena dieci minuti prima del colloquio di lavoro che avrebbe potuto cambiare la sua carriera. Era a Firenze, nel centro storico, parcheggiato in una stradina secondaria mentre sistemava l’ultimo dettaglio del suo abito. All’improvviso, il motore emise un suono sordo e un fumo bianco iniziò a uscire dal cofano. Panico. Il suo vecchio Fiat, fedele compagno di mille viaggi, aveva deciso di abbandonarlo proprio lì, in una zona senza officine aperta di sabato mattina. Provo a riavviarlo, ma niente. Solo un ronzio sgradevole e un odore di bruciato che riempiva l’abitacolo.
La preoccupazione trasformò presto in ansia paralizzante. L’appuntamento era presso un prestigioso studio legale in Oltrarno, e Marco non conoscesse nessuno in città da chiedere un passaggio. Il telefono non aveva segnale, e le strade erano desolate a quell’ora del mattino. Guardò l’orologio: otto e cinque. Aveva già perso quindici minuti, e camminare fino al ponte Vecchio e oltre sarebbe stato inutile, oltre che inappropriato per un colloquio formale. Il cuore gli batteva forte, mentre le immagini di un’altra occasione preziosa svanivano davanti ai suoi occhi per colpa di un guasto meccanico.
Con un sospiro disperato, Marco ricordò di aver visto un cartello pubblicitario poco prima con il numero di Radio Taxi 24, che prometteva servizio h24. Decise di provare, anche se speranze non ne aveva. Con un telefono a batteria quasi scarica, compose il numero. La risposta fu rapida e professionale: “Radio Taxi 24, buongiorno”. Spiegò la situazione con la voce tremante, descrivendo il punto esatto e l’urgenza. L’operatore, calmo e rassicurante, gli promise un taxi in meno di dieci minuti, proprio il tempo di cui aveva bisogno per raggiungere l’appuntamento.
Alle otto e tredici, un taxi pulito e moderno si fermò accanto a Fiat morente. Il conducente, un uomo sorridente e dall’aria affidabile, lo salutò con un cenno della testa. “Non preoccupi, signore, so dove andare”. Il viaggio verso Oltrarno fu rapido e silenzioso, permettendo a Marco di raccogliere gli ultimi pensi. Arrivato con tre minuti di anticipo, poté sistemarsi e presentarsi allo studio con il fiato solo un po’ corto, ma con la consapevolezza che senza quell’intervento tempestivo, tutto sarebbe stato perduto. Il colloquio andò splendidamente, e Marco sapeva già che avrebbe lasciato una recensione entusiasta per Radio Taxi 24, il servizio che aveva trasformato una catastrophe in un successo.

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