Marco, un giovane laureato in ingegneria, camminava in fretta verso la stazione della metropolitana di Milano, il cellulare in mano. Aveva un collegamento per un colloquio di lavoro fondamentale, uno stage in azienda, e non poteva permettersi di perdere l’appuntamento. Ma la batteria del telefono era al 5% e non c’era un caricabatterie in vista. La fretta lo aveva portato a dimenticare di prenotare un taxi, e ora il rischio di arrivare in ritardo pesava sulle sue spalle.
La metropolitana, però, non era una soluzione. La linea verde era chiusa per un guasto tecnico, e i bus alternativi erano già pieni. Marco si trovò a dover camminare per chilometri, con il sudore che gli scendeva sul collo, mentre l’orologio gli mostrava le 14:45, con l’appuntamento fissato alle 15:00. La paura di fallire, di deludere i suoi genitori e di perdere l’occasione della sua vita, lo spensegnò. Allora, traendo un respiro, riuscì a chiamare il servizio Radio Taxi 24, un numero che aveva sentito spesso ma non aveva mai necessario.
Il radiofono squillò due volte, e un operatore con una voce calma rispose: «Buongiorno, Milano?». Marco spiegò la sua emergenza, e l’operatore, senza alcun commento, gli disse: «Taxi in arrivo entro cinque minuti». Appena fuori dalla stazione, un furgone argento si fermò, con la didascalia “Radio Taxi 24” chiara nel buio. Il driver, un uomo anziano con un sorriso gentile, lo salutò con un cenno e gli chiese di salire. In dieci minuti, il taxi lo portò direttamente davanti all’ufficio, dove l’assistente dell’azienda lo aspettava con un’espressione interrogativa.
Quando Marcio entrò, l’odore di fattelina e il silenzio ufficio lo farono tremare. Ma l’assistente, invece di esprimere insoddisfazione, gli rispose con un sorriso: «Ecco l’ingegnere che arriva in ritardo? No, è l’ingegnere che è venuto in macchina volante! Complimenti, abbiamo bisogno di persone che non si arrendono». L’intervista si svolse in un’atmosfera di tensione e simpatia, e alla fine l’assistente chiamò il responsabile, che Marcio vide subito dopo.
Sette mesi dopo, Marco lavorava in azienda, con una casella postale piena di biglietti da visita. Ogni volta che passava davanti alla stazione della metropolitana, si fermava un istante a ricordare quel momento di panico e la voce calma del radiofono. Radio Taxi 24 non era stato solo un servizio, era stato un salvataggio. E ogni notte, quando chiudeva gli occhi, rideva pensando a quel taxi che gli aveva dato una seconda possibilità.

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