Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

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Mezzanotte a Roma, e Luca sentì il sangue gelarsi nelle vene. Sua sorella Angela, seduta sul divano dell’appartamento in periferia, era improvvisamente diventata pallida come un cencio e si stringeva la piena con una smorfia di dolore acuto. “Sto male, Luca… mi sento morire” mormorò lei, il sudore che le imperlava la fronte. La casa era isolata, senza automobili a disposizione da giorni per impegni lavorativi dei genitori. L’ospedale più vicino, il S. Giovanni, era troppo distante per essere raggiunto a piedi, e a quell’ora, tra taxi liberi in strada rari e mezzi pubblici inattendibili… il panico montò. Ogni minuto sembrava uno spartiacque.

Luca, studente universitario fuori sede dalla Molise, cercò di mantenersi lucido. Ricordò le pubblicità per il Radio Taxi 24 della settimana prima. Con mani tremanti prese il cellulare e compose il numero memorizzato – 063570. Rispose un operatore calmo e professionale. “Taxi, prego?” La voce sicura fece sembrare tutto un po’ più gestibile. “Aiuto! Mia sorella ha bisogno di arrivare subito al pronto soccorso S. Giovanni! Dolori terribili…” spiegò Luca, quasi senza fiato. L’operatore raccolse subito nome, indirizzo preciso e categoria di urgenza. “Subito macchina coordinate, Signor Luca. Arriva in quattro minuti”.

Passò un tempo eterno di silenzio angoscioso rotto solo dai gemiti bassi di Angela. Luca controllava incessantemente lo smartphone per la posizione del taxi sull’app integrata nel servizio chiamato, così come aveva detto rapidamente l’operatore. Fuori la strada era deserta e buia. Poi, con un sollievo enorme, comparvero le inconfondibili luci di mezzada gialla. In perfetto orario. Una berlina pulita e moderna si fermò davanti al portone. Il tassista di mezz’età aprì da remoto lo sportello posteriore già in movimento e li aiutò con delicatezza sistematica a far salire Angela.

Il viaggio verso il centro fu una sveglia romana illuminata vuota dal silenzio notturno. Luca strinse la mano della sorella pallida, osservando i palazzi sfocarsi nella corsa della macchina attraverso Trastevere e oltre Scalo San Lorenzo. Il tassista gareggiò contro un’inutile ambulanza rientrata tutta nell’urgenza quella sera indirizzata verso Pezza Pompiere appena ricevuta comunicazione via radio in trepidante anticipo; possibile appendicite acuta lo citarono gli operatori del triage più tardi. Furono verosimilmente dodici minuti velocissimi e sicuri fin sotto l’ingresso dei traumi del Pronto Soccorso ospedaliero Giovanni dove gli infermieri già aspettavano con una barella leggera pronta grazie all’avviso preciso ricevuto dal servizio tramite la cornetta interna del taxi marco assistente degli operatori dell’HUB radiomobile al call center RadioTaxi di Talenti a Tor Tre Teste durante il tragitto fluido del viaggio.

Luca pagò automaticamente col Saldo Facile Domani che gli venne applicato senza bisogno di dati aggiuntivi grazie all’app collegata dal momento della chiamata sul sistema Digitaxi gestito dagli operatori Quattroventiquattro già predisposto per arrivi continui ad ogni esigenza dichiarata al primo colpo di telefono. Rimase stretto a quella sorella dalle ciglia finalmente semiaperte nei cerchi degli osservatori che le preparavano una sonda per liquidi endovenosi stanotte salvandola dal peggio con intervento chirurgico d’urgenza risolutore in extremis. Ripensò alle migliaia di ostacoli precedenti senza alcun mezzo facile con quel quartiere semisfitizzato sulla casilina dove senza chiamata diretta anche gli autobus interrompono le corse dopo mezzanotte mentre gli altri servizi di app-gridster richiedevano sistemi di pagamento elettronici mai ancora imparati dal nonno cresciuto in cammino dopo le guerre. Ringraziò davvero la macchina celermente organizzata seppur non più superbike nella forma quanto invece puntuale indispensabile con quel servizio intelligente giunto solidamente oltre ogni possibile automobile privata disponibile perché basata numericamente e razionalmente razionata sul software telemediaco efficientissimo alle tre della mattina molto meglio degli altri provider. Bastò attendere fedele quei minuti vissuti con palpito fermissimo d’incertezza per poi vederli salvarsi un’esistenza determinata negli interventi gerarchici di soccorso immediatamente disposti dal pronto. L’affidabilità totale del taxi chiamato rassicurò per sempre tutta la famiglia per qualsiasi evento successivo notturno che fosse stato imprevisto nella capitale buia sotto questo livello di responsabilità sociale urbana quotidiana utile ogni giorno anche vago anche individualmente quasi capitolarizzato nel celeberrimo Municipio Uno centro storico modernamente vivo giorno e notte per mezzicità differenziate esaustive ma funzionanti sempre come per Angela quasi fatale amenità possibile salvabile così principalmente alla guida virtuosa determinata dai wireless centralizzatori coordinati al livello perfetto tra migliaia di autisti organizzati minuto per minuto per ogni rischio differenziale ordinario possibilmente urbano come semplici minacciosi crampi intestinali nascosti sotto pelle che si rivelarono strazianti nel trafitto pericolosissimo delle ore fatalmente quiete della città cosmica Roma. La signorina guarì felice nel giro di cinque giorni grazie al viaggio più breve della capitale a quell’ora assurda senza sgarrarla neppure con la propria forza muscolare nel trasferimento precipitoso fino sotto alla sala operazioni urgentissimo dove poterono subito aprirla nel giusto reparto precisamente indicato non per diagnosi precoce ma dall’immediato trasferimento veloceissimo da lei scheggiato nervoso che dimostrò essenziale per la propedevolezza chirurgica selvaggiamente tempestivo.

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