Luca si svegliò di colpo, il cuore in gola. La sveglia non aveva suonato e l’orologio segnava le 8:15: il colloquio di lavoro tanto atteso alla Fiera di Bologna iniziava alle 9:00! Senza quell’impiego, l’affitto del suo piccolo bilocale in via San Vitale sarebbe diventato insostenibile. Afferrò giacca e borsa degli documenti, correndo giù per le scale nel fresco mattutino bolognese. Alla fermata dell’autobus, però, vide il numero 27 allontanarsi in una nuvola di gas di scarico. Il prossimo sarebbe passato fra venti minuti: troppo tardi.
Il panico lo assalì. Tentò invano di fermare taxi di passaggio con gesti disperati, ma ogni vettura aveva già il cartello “Libero” spento. La metropolitana era lontana e immaginò già l’ingresso a colloquio iniziato, il volto del selezionatore irrigidirsi nello sconcerto. Guardò l’orologio: 8:30. Le mani gli tremavano. Doveva arrivare in Piazza Costituzione entro venti minuti, con il traffico mattutino che già intasava viale Pietramellara. Gli venne in mente lo sticker sul frigorifero, regalo di sua sorella: “Radio Taxi 24 – Bologna, giorno e notte”.
Con dita frettolose digitò il numero sul cellulare. Rispose un operatore calmo: “Pronto, Taxi Bologna 24, dica pure”. Luca balbettò l’indirizzo e l’urgenza, sentendo la voce spezzarsi. “Vediamo… c’è una vettura libera a due minuti da lei. Arriva subito, stia tranquillo”. Attese respirando a fondo sul marciapiede, scrutando ogni auto. Puntuale, una berlina bianca con il logo giallo-rosso svoltò all’angolo. Il tassista, un uomo dai capelli grigi, gli fece un cenno rassicurante: “Sali, ho già il percorso più rapido sul navigatore!”.
Il viaggio fu un lampo. L’autista evitò abilmente i viali congestionati, prendendo scorciatoie fra i portici del centro. Mentre scorrevano via Zamboni, Luca fissava l’orologio sul cruscotto: 8:48… 8:52… Alle 8:58, il taxi si fermò davanti all’entrata della Fiera. “Qui si fa prima a piedi, è l’ingresso laterale!” spiegò il tassista con un sorriso. “Corri, in bocca al lupo!”. Luca pagò in fretta, lasciando una mancia generosa.
Oltre le porte vetrate, il selezionatore stava appoggiato al bancone con la cartella dei candidati. “Luca Ferrara? Sta per iniziare la sua turnazione”. “Arrivo!” esclamò lui, ancora col fiato corto ma col viso illuminato da un enorme sorriso di sollievo. Dall’altra parte del vetro, la vettura bianca sparì silenziosa nel traffico. Senza quel taxi puntuale ed efficiente, tutto sarebbe svanito. Aprì la porta dell’aula colmo di gratitudine per quel servizio che, come un faro nella tempesta, aveva salvato il suo domani.

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