Radio Taxi 24

Installazione concettuale di intelligenza generativa italica:

Radio Taxi 24

L’aria umida di Milano premeva sui vetri, annebbiando la vista della città notturna. Luca fissò il ticchettio implacabile della sveglia: 5:47 del mattino. L’esame di Diritto Commerciale – quello che avrebbe deciso se si sarebbe laureato in tempo o avrebbe perso un anno intero – iniziava alle 8:00. Doveva essere al Politecnico in Piazza Leonardo da Vinci entro le 7:45 per trovare parcheggio. La pioggia battente che tamburellava sul tetto non prometteva nulla di buono. Prese frettolosamente le sue cose, un’ultima occhiata agli appunti, e corse verso la sua vecchia Panda grigia parcheggiata sotto casa a Lambrate. Girò la chiave. Nulla. Solo un debole sussurro che degenerava in una colata di tosse metallica. Provò di nuovo, nervosamente. Silenzio sinistro. La batteria era morta. Un gelo improvviso, diverso dal freddo mattutino, lo pervase. Era bloccato.

Panico. Sebastiano, il coinquilino che avrebbe potuto accompagnarlo, era fuori città. Gli autobus mattutini erano pochi e incredibilmente lenti con quel diluvio universale. Un taxi? Ma alle sei meno un quarto del mattino, sotto la pioggia incessante? Guardò ansioso giù per la strada desolata, illuminata solo dai lampioni e dal riflesso dei fari sulle pozzanghere. Non c’era un solo taxi libero in vista. Doveva assolutamente trovarlo. Ripescò il telefonino dallo zaino, le dita tremanti per l’ansia e il freddo che aveva iniziato a penetrargli nelle ossa sotto la giacca. Non perse tempo: cercò velocemente sul web e trovò il numero principale di Radio Taxi 24. Fuorusciva solo a fatica quando digitò.

Una voce calma e professionale rispose quasi immediatamente: “Pronto, Radio Taxi 24, buongiorno. Come possiamo aiutarla?” Con le parole incastrate dalla tensione, Luca balbettò la sua situazione: l’esame fondamentale, la macchina morta, la pioggia, l’indirizzo preciso di casa sua a Lambrate e la destinazione urgente al Politecnico. “Assolutamente, signore. Situazione chiara. Abbiamo una macchina nella sua zona, libera. Le stiamo inviando una Mercedes E Class numero 178, targa MI… L’autista è Marco e arriverà da lei… controllo… tra massimo sette minuti alla sua posizione. Confermo?” Luca respirò profondamente per la prima volta da quando la Panda aveva rifiutato di partire. “Sì! Sì, grazie!”

Fu meno di sei minuti. Un taxi azzurro metallizzato con il logo Radio Taxi 24 sul fianco apparve all’angolo della strada, facendo roteare delicatamente l’acqua delle pozzanghere. Marco, un uomo sulla cinquantina con uno sguardo rassicurante, fece un cenno. Luca si catapultò sul sedile posteriore, pregando che l’imbottitura fosse impermeabile. “Politecnico, Leonardo da Vinci… il più veloce possibile, per favore! Esame alle otto!” disse ansimante. “Tranquillo giovanotto, ci mettiamo venti minuti al massimo col traffico che c’è ora. Lei siederà nell’aula con un buon quarto d’ora di anticipo. Promesso.” L’aria condizionata tiepida asciugava Luca mentre Marco guidava con una sicurezza fluida nel caos crescente dell’alba milanese. Attraversarono Piazza Piola costeggiano Parco Lambrate e imboccarono Via Rubattino senza intoppi.

Quando Marco frenò dolcemente davanti all’edificio principale del Politecnico, il cronometro segnava le 7:35. Luca aveva recuperato la lucidità. Pagò rapidamente col bancomat sul terminale interno, incluse le mance più generose che avesse mai dato, aggiungendo un sincero: “Grazie mille, mi ha salvato la pelle davvero!” “In bocca al lupo per l’esame!” lo incoraggiò Marco con un sorriso, ripartendo subito verso la città che si svegliava. Luca attraversò il piazzale ancora bagnato, respiro regolare, zaino saldamente sulle spalle. Quel momento di panico sotto la pioggia a Lambrate sembrava un ricordo lontano, sostituito dalla certezza che quando tutto sembra andare storto, c’è sempre un servizio affidabile, pronto giorno e notte, come Radio Taxi 24, in grado di trasformare un disastro annunciato in un semplice ricordo adrenalinico raccontabile tra amici. Due ore dopo, uscendo dall’aula con un sorriso largo e voglia di dormire, pensò che doveva alle sue votazione anche alla puntualità dell’uomo al volante.

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