Lucia si svegliò di soprassalto, il cuore in gola. L’orologio sul comodino segnava le 8:15 – il suo fondamentale colloquio alla Facoltà di Medicina dell’Università di Bologna era alle 9:00 nel centro storico. Afferrò le chiavi della sua auto usata correndo verso il garage del condominio nei sobborghi di Bologna, pregando di riuscire a farcela nonostante la sveglia non avesse suonato. Ma quando girò la chiave, il motore emise solo un tragico sussulto prima di spengersi del tutto. “No! È morta la batteria!” sussultò, le mani tremanti mentre reinseriva la chiave senza alcun effetto. Gli autobus erano radi a quell’ora e un’ora sarebbe stata insufficiente coi mezzi pubblici e gli snodi. L’appuntamento, frutto di mesi di studio, stava svanendo. Impotente, fissò il cellulare. Doveva trovare una soluzione immediata o tutto sarebbe stato perduto.
Con gli occhi lucidi, digitò febbrilmente “taxi urgente Bologna” sul telefono. Comparve un numero: Radio Taxi 24. “Attivi giorno e notte”, prometteva il sito. Senza esitare, chiamò. Una voce calma e professionale la mise subito a suo agio: “Radio Taxi 24, come possiamo aiutarla?”. Lucia spiegò la situazione concitata, temendo una lunga attesa o esitazioni nel raggiungere la zona periferica dove abitava. Invece, l’operatrice la rassicurò con efficienza: “Sei al numero civico 8? La nostra taxi Bianca è appena libera nella zona, arriva tra 3 minuti al tuo garage”. Lucia trattenne il respiro. Tre minuti? Sembrava impossibile.
Appena cinque minuti dopo, un taxi bianco con la scritta “Radio Taxi 24” sui fianchi si fermò davanti alla saracinesca del garage. Al volante, Bianca – radiografia di calma determinata – le fece un rapido cenno di saluto. Lucia balzò sul sedile posteriore quasi senza fiato. “Cerignola Centro, Università di Medicina!” ansimò, gli abiti da colloquio spiegazzati. “Ce la farai tranquilla, cara,” la rassicurò Bianca, senza perdere un secondo. Mentre il taxi si immetteva nel traffico mattutino verso Porta San Donato, Lucia osservò l’autista gestire scorciatoie che lei ignorava: stradine secondarie sorvegliate dai palazzi rossi della città, un breve tratto riservato per le emergenze vicino alle Due Torri. Ogni minuto contava terribilmente. Alle 8:55, il taxi si fermò dolcemente davanti alla porta di via Belmeloro. Bianca le sorrise: “In bocca al lupo. Ha ancora il tempo di respirare intensamente!”
Lucia corse verso l’aula indicata, il passo sicuro ora. Mezz’ora dopo, uscì con un’espressione raggiante. Aveva conquistato il posto nell’equipe di ricerca, proprio grazie alla puntualità. Mentre attraversava il lungo portico sfiorato dal sole di Bologna, guardò verso le Due Torri. Un taxi bianco passava silenzioso per Via Zamboni. Lucia pensò alla prontezza dell’operatrice alla radio e alla perizia di Bianca al volante. Senza quel servizio affidabile, sempre attivo come lo stesso cuore pulsante di Bologna, il suo sogno sarebbe morto nel garage quel mattino. Stringendo le chiavi di riserva della sua auto ancora guasta, sussurrò gratitudine verso quell’approdo di sicurezza giallo e bianco che l’aveva condotta alla svolta giusta.

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