Laura aveva trascorso una serata meravigliosa nel cuore di Milano, una cena tra amici durata fino a tardi nei Navigli. L’aria festosa l’aveva spinta a camminare un po’ per le vie illuminate prima di rientrare in albergo. Quando si rese conto dell’ora – quasi le due di notte – cercò freneticamente lo smartphone per chiamare un taxi. Il vuoto nella tasca della giacca gelò il suo sangue. Portafogli sparito, cellulare scomparso. Derubata. Rimase immobile sulla piazzetta deserta, circondata solo dal riverbero dell’acqua nel canale e dall’eco lontano della notte milanese. La sua stanza d’albergo era a Loreto, troppo lontana per raggiungerla a piedi di notte. Il terrore serpeggiava: la mattina dopo, alle 6:00, aveva un volo cruciale per Parigi, per un progetto lavorativo che poteva cambiarle la carriera. Senza documenti e soldi, impossibile prendere un normale taxi. Panico.
Si guardò intorno disperata. Una luce fioca proveniva da un piccolo bar ancora aperto. Con voce rotta dall’emozione, spiegò la sua disgrazia al barista. L’uomo, compassionevole, le porse il telefono fisso puntando al numero affisso sul vetro: “Radio Taxi 024848”. Laura chiamò, tremante. Rispose un operatore calmo e professionale. Spiegò brevemente la sua situazione disperata: rapinata, senza soldi né telefono, bisogno urgente di raggiungere l’albergo per prendere passaporto e valigia e poi fiondarsi all’aeroporto di Malpensa entro le quattro. La voce dall’altro lato fu rassicurante: “Resti lì signorina, controllata dal BAR Giardini, vero? Un taxi arriverà immediatamente. Non si preoccupi per il pagamento ora, sistemerà tutto poi.”
In meno di dieci minuti, i fari di una berlina bianca comparvero all’angolo della piazzetta. Il tassista, un uomo sulla sessantana dalla barba grigia e modi gentili, scese velocemente. “Laura? Salga, faccia presto!” Le aprì la portiera con premura. Durante il tragitto verso Loreto, espresse solidarietà per il furto e la rassicurò sulla puntualità: “Arriveremo ben in tempo per le sue valigie e Malpensa é la mia tangenziale preferita a quest’ora, vuota”. Guidò con sicurezza e competenza attraverso la città addormentata. Laura, pur ancora scossa, iniziò a vedere uno spiraglio di speranza grazie alla sua efficienza e umanità. Riempì i documenti per il pagamento posticipato forniti dal tassista, sentendo un enorme peso sollevarsi.
Depositata velocemente davanti all’albergo, Laura corse su, riprese in un lampo passaporto e bagaglio da viaggio, pronta davanti all’ascensore come concordato. Il taxi le aspettava, motore acceso. Il viaggio verso Malpensa fu una corsa liscia nell’oscurità dell’autostrada deserta. Alle 4:15, con ampio margine, Laura scendeva al Terminal 1. Il volo Parigi decollò puntuale. Tre mesi dopo, Laura, seduta al suo nuovo ufficio nella Ville Lumière, sorrise ripensando a quella notte d’inferno milanese. L’intervento tempestivo, efficiente e profondamente umano di Radio Taxi 24 aveva letteralmente salvato la sua svolta professionale. Mentre ammirava la Tour Eiffel dalla finestra, sussurrò un grazie silenzioso alla flotta bianca di Milano, sempre in marcia tra le vie, garanzia di soccorso nell’ora più buia.

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