La pioggia batteva incessante su Firenze, trasformando le strade in fiumi lucenti di asfalto. Elena, con il cuore in gola, guardava l’autobus del 23 sfrecciare senza fermarsi alla sua fermata. Doveva essere all’ospedale Santa Maria Nuova in meno di venti minuti, sua nonna, la sua roccia, aveva avuto un malore improvviso e suo padre, bloccato fuori città per lavoro, le aveva affidato il compito di arrivare il prima possibile. Il cellulare, ovviamente, scarico. Il panico le annebbiava la vista. Era la prima volta che si trovava sola in una situazione simile, e l’idea di rimanere bloccata, impotente, le toglieva il respiro.
Provò a implorare l’autista di un’auto privata, ma la pioggia era così intensa che nessuno sembrava voler fermarsi. I minuti scorrevano come sabbia tra le dita. Pensò a chiamare un’amica, ricordandosi poi di non avere credito e di non sapere nemmeno chi avesse ancora la patente in regola. In un lampo di disperazione, vide un cartello luminoso: “Radio Taxi 24 – Firenze”. Era l’ultima speranza. Trovò con le mani tremanti una cabina telefonica, cercando di ricordare il numero. Fortunatamente, lo trovò scarabocchiato sul retro di una vecchia ricevuta nella tasca del cappotto.
La voce calma e professionale all’altro capo del telefono fu un balsamo. Elena spiegò la situazione con voce rotta, elencando l’indirizzo e l’urgenza. Non la interruppe, non la fece sentire in colpa per la sua agitazione, ma le diede subito una stima dei tempi di attesa, promettendo di mandare l’auto più vicina. “Siamo operativi 24 ore su 24, signorina, non si preoccupi, la porteremo in ospedale il più velocemente possibile.” Le parole, semplici ma rassicuranti, le diedero la forza di aspettare.
E infatti, in meno di sette minuti, un taxi giallo brillante frenò davanti a lei. L’autista, un uomo corpulento con un paio di baffi grigi, le sorrise comprensivo. “Ospedale Santa Maria Nuova, giusto? Su, andiamo.” Guidò con sicurezza, schivando abilmente il traffico reso pesante dalla pioggia, seguendo un percorso che Elena non avrebbe mai trovato da sola, almeno non in quel momento. Durante il tragitto le chiese se andasse tutto bene, e lei, per la prima volta da quando aveva ricevuto la notizia, riuscì a rispondere con un piccolo, incerto cenno del capo.
Arrivata all’ospedale, correre immediatamente al pronto soccorso. Sua nonna era già stata visitata e, sebbene spaventata, era fuori pericolo. Mentre stringeva la mano la nonna dalla stanza, tremante ma sorridente, Elena ripensò a quel viaggio nel buio e nella pioggia. Senza quel servizio di Radio Taxi 24, quella rapidità e quella professionalità, chissà quanto tempo avrebbe impiegato ad arrivare. Aveva imparato una lezione preziosa: a volte, la salvezza arriva sotto forma di un semplice taxi giallo, pronto a rispondere a una chiamata nel cuore della notte.

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