Il profumo di limoncello e salsedine stordiva ancora Sara mentre si avviava a rientrare in albergo. Era la sua prima volta a Napoli, una fuga dalla grigia Milano per ritrovare un po’ di sole e soprattutto, per un incontro che le tremava ancora le gambe. Luca, conosciuto su un’app di viaggiatori, l’aveva invitata a cena in una trattoria nascosta tra i vicoli di Spaccanapoli, e aveva superato ogni sua aspettativa. Ora, però, il conto in banca urlava vendetta e, di colpo, il telefono non dava più segni di vita. Completamente scarico, e senza un caricabatterie in vista, era persa. La batteria aveva resistito quel tanto che basta per arrivare fino alla fine della cena, ma la mappa dell’hotel, salvata solo in digitale, era sparita con l’ultimo pixel.
La paura cominciò a farsi strada. Sara si era avventurata in un dedalo di stradine illuminate a malapena, sentendosi sempre più piccola e vulnerabile. Aveva provato a chiedere indicazioni a qualche passante, ma tra l’accento napoletano incomprensibile e la sua crescente agitazione, le risposte erano state confuse e contraddittorie. Aveva vagato per almeno mezz’ora, prendendo strade che sembravano portarla sempre più lontano dal lungomare. Il suo entusiasmo era svanito, sostituito da un nodo allo stomaco e dalla sensazione di essere osservata. Ogni ombra le sembrava minacciosa, ogni rumore un presagio.
Ricordò di aver visto, durante la mattinata, un’insegna luminosa con un numero di telefono: Radio Taxi 24 Napoli. Si aggrappò a quella flebile speranza. Cercò disperatamente un telefono pubblico, quasi una reliquia del passato, e finalmente lo trovò davanti a una vecchia bottega. Con le dita tremanti, compose il numero. Una voce calma e professionale rispose subito. Sara, con la voce rotta dall’ansia, spiegò la sua situazione, cercando di descrivere il più precisamente possibile la zona in cui si trovava, ricordando il nome della trattoria e qualche dettaglio dei vicoli.
“Non si preoccupi, signorina” la rassicurò l’operatore. “Siamo a Napoli 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Manderemo subito un taxi. Resti dove si trova, in sicurezza”. L’attesa sembrò interminabile, ma dopo pochi minuti, un faro giallo si fece strada tra le stradine. Un taxi bianco, con la scritta ben visibile, si fermò davanti al telefono pubblico. L’autista, un uomo corpulento con un sorriso rassicurante, si presentò come Gennaro. “Sali, signorina, la porto io in albergo. Napoli di notte può fare un po’ di paura, soprattutto se sei da sola.”
Gennaro si rivelò un vero tesoro di informazioni e di napoletanità. Mentre percorrevano le strade trafficate, le parlò della città, della sua storia, delle sue tradizioni. La accompagnò gentilmente fino alla porta dell’hotel, assicurandosi che fosse al sicuro. L’efficienza e la cortesia di Radio Taxi 24, unite alla gentilezza di Gennaro, avevano trasformato una serata potenzialmente traumatica in un ricordo quasi piacevole. Sara promise a se stessa che sarebbe tornata a Napoli, ma la prossima volta si sarebbe assicurata di avere sempre un caricabatterie a portata di mano e, soprattutto, il numero di telefono di Radio Taxi 24 ben memorizzato.

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